Nel luglio dello scorso anno, la Commissione Europea ha presentato a Bruxelles il pacchetto “Fit for 55”, che ha l’obiettivo di facilitare il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, stabilita dal Green Deal, aggiungendo un obiettivo intermedio, ovvero la riduzione del 55% (rispetto ai livelli del 1990) delle emissioni di gas clima-alteranti entro il 2030. 

Il target del 2030, che riguarda tutti i paesi appartenenti all’UE, risulta estremamente ambizioso, dato che dal 1990 le emissioni si sono ridotte “soltanto” del 24%. Per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra, “Fit for 55” interviene con una serie di iniziative, che includono sia l’aggiornamento di alcune leggi europee sia nuove proposte di azioni. 

In particolare, la Commissione propone criteri più stringenti per quanto riguarda lo scambio di quote di emissioni dell’UE (ETS, European Trading System) e modifica al rialzo la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030, che sale al 40%. Anche l’ambito dei trasporti stradali è incluso nel pacchetto, con azioni a più livelli. Da un lato, dal 2035 sarà concessa l’immatricolazione di nuove autovetture solo a emissioni zero, con impegno maggiore per aumentare le capacità di ricarica; dall’altro una serie di iniziative intervengono per ampliare l’accesso a energia pulita nei porti e aeroporti. Inoltre, viene modificata anche la Direttiva sull’efficienza energetica, che fissa al 39% l’obiettivo di riduzione del consumo di energia primaria entro il 2030 e stabilisce la ristrutturazione del 3% degli edifici pubblici ogni anno.

L’applicazione del pacchetto “Fit for 55” è motivata dalla volontà di contrastare il cambiamento climatico e di evitare l’avvenimento di peggioramenti irreversibili che mettano a rischio la sopravvivenza a lungo termine sul nostro pianeta. Il riferimento rimane l’Accordo di Parigi sottoscritto nel 2015, il cui obiettivo è limitare l’aumento delle temperature fino ad un massimo di 1.5°. In questo contesto, l’Europa ambisce a ricoprire un ruolo di leadership a livello mondiale, attuando politiche ambientali ambiziose per dare l’esempio ai paesi di tutti i continenti.

L’aumento dei prezzi dei carburanti dopo la ripresa delle attività in seguito ai lockdown per Covid-19 e il recente scoppio della guerra in Ucraina hanno evidenziato la vulnerabilità europea a livello energetico. Ad oggi, appare necessaria e urgente la riduzione della nostra dipendenza energetica dalla Russia, resa ancora più prioritaria dal nesso tra i miliardi versati nelle casse di Mosca e il finanziamento della guerra in Ucraina. In particolare, un gruppo consistente di 11 paesi europei, guidati dalla Germania e senza la partecipazione dell’Italia, ha di recente chiesto un’accelerazione nei negoziati del pacchetto “Fit for 55”, con una lettera aperta che unisce la priorità della transizione energetica al distacco geopolitico dalla Russia.

Mentre nel breve termine il rischio concreto è quello di affidarsi a qualsiasi risorsa energetica “indigena” e quindi di ricadere addirittura sul carbone, invertendo il corso di decine di anni di sviluppo di energie rinnovabili, nel lungo termine gli obiettivi del Green Deal sono compatibili con la necessità di indipendenza energetica dell’UE. Da questo punto di vista, il distacco dal gas russo può coincidere con una decisa accelerazione sulle rinnovabili, anche per motivi di sicurezza. L’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell ha affermato che “i tre modi per terminare la nostra dipendenza dalla Russia sono la diversificazione delle forniture, l’efficienza energetica e l’accelerazione verso le rinnovabili”. Questo dimostra la ferma volontà politica di attenersi alle linee guida del Green Deal, per un’Europa sostenibile e indipendente a livello energetico.

Riferimenti

European Commission, 2021. “European Green Deal: Commission proposes transformation of EU economy and society to meet climate ambitions”, online accessed at https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_21_3541

European Union External Action, 2022. “The war in Ukraine and its implications for the EU”, online accessed at https://www.eeas.europa.eu/eeas/war-ukraine-and-its-implications-eu_en

European University Institute, 2022. “The impact of the war in Ukraine on Europe’s climate and energy policy”, online accessed at https://www.eui.eu/news-hub?id=the-impact-of-the-war-in-ukraine-on-europes-climate-and-energy-policy