Che cos’è una comunità energetica e quali vantaggi comporta? Scopriamolo insieme. 

Una comunità energetica rinnovabile consiste in un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole/medie imprese che decidono di unire le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale.

Sono state introdotte anche in Italia grazie alla conversione in legge del Decreto Milleproroghe 162/2019,  e ad oggi regolate dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 199, che recepisce in maniera definitiva le direttive europee RED II e IEM, rispettivamente sulle Energie Rinnovabili e sul Mercato Interno dell’Energia. Attualmente ci troviamo in una fase di consultazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la realizzazione dei decreti attuativi sui meccanismi di incentivazione dell’autoconsumo collettivo. La consultazione terminerà il 12 dicembre 2022 e lancerà la volata verso l’approvazione.

Ma vediamo innanzitutto come si crea una comunità energetica. Il primo passo da compiere è la costituzione di un’entità legale tra i futuri soci della comunità, siano essi persone fisiche, piccole o medie imprese, enti territoriali o amministrazioni pubbliche locali. Solitamente per ragioni di praticità e convenienza si usano le forme dell’associazione riconosciuta o della cooperativa. Il passo successivo consiste nell’individuare l’area dove installare l’impianto (o gli impianti) di produzione, che dev’essere in prossimità dei consumatori.

Questo significa, per esempio, che una PMI oppure una Pubblica Amministrazione possono installare un impianto fotovoltaico, rispettivamente sul proprio stabilimento produttivo o scuola, e condividere l’energia prodotta e immessa in rete con i cittadini del Comune che hanno deciso di far parte della comunità. Allo stesso modo si possono costituire comunità di quartiere, comunità agricole, comunità di borgo e così via. L’impianto non deve necessariamente essere di proprietà della comunità: può essere messo a disposizione da uno solo o più dei membri partecipanti o addirittura da un soggetto terzo. 

Rispetto all’impostazione iniziale del Decreto Milleproroghe, il Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 199 apporta delle modifiche importanti che promuovono la realizzazione di comunità energetiche:

  • aumento del limite di potenza degli impianti ammessi ai meccanismi di incentivazione, che passa da 200 kW a 1 MW;
  • rimozione del limite della cabina secondaria, che permette la costituzione di CER con membri connessi alla cabina primaria;
  • incentivazione prevista per gli impianti realizzati dopo l’entrata in vigore del decreto (15 dicembre 2021).

Una volta messo in esercizio l’impianto, la comunità può fare istanza – anche tramite un’azienda esterna allo scopo delegata – al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per ottenere gli incentivi previsti dalla legge per l’energia condivisa. È bene chiarire che gli incentivi non sono riconosciuti a tutta l’energia prodotta, ma solo a quella condivisa all’interno della comunità e, come ha confermato il Ministero dello Sviluppo Economico, sono 100€/MWh per sistemi di autoconsumo e 110€/MWh per comunità energetiche. Inoltre si sta valutando l’introduzione di un fattore correttivo che tenga conto dell’insolazione che aggiunga 10€/MWh all’energia scambiata nelle regioni del Nord.

Per chi condivide almeno il 70% dell’energia, la quota residua può essere venduta liberamente, altrimenti scatta un tetto pari a 80€/MWh. Tale energia può anche venire immagazzinata in sistemi di accumulo (tipicamente batterie elettrochimiche agli ioni di litio) per essere poi utilizzata quando le fonti rinnovabili non sono utilizzabili (per esempio di notte nel caso dei pannelli solari) o quando se ne verifichi la necessità (per esempio per far fronte a picchi di domanda).

Le comunità energetiche hanno numerosi vantaggi e impatti positivi su persone, enti e comunità coinvolte:

  • Benefici economici: risparmi in bolletta derivanti dal maggiore autoconsumo a livello di comunità e valorizzazione dell’energia scambiata grazie agli incentivi, inoltre si contrasta la povertà energetica;
  • Benefici ambientali: da un lato si evita di produrre energia da fonti fossili liberando CO2, dall’altro di dissipare energia in perdite di rete;
  • Benefici sociali: si stimola l’economia collaborativa e l’aggregazione sociale sul territorio in un’ottica di sostenibilità urbana, coinvolgendo tutte le fasce della popolazione.

Focus Lab cura da tempo temi di efficienza energetica ed energie rinnovabili con misurazioni in ambito di Bilanci di Sostenibilità per Imprese e progetti di innovazione sostenibile e Smart City con Enti Pubblici. In questo ambito può fornire supporto, con il ruolo di facilitatore, nella creazione di partenariati per la realizzazione di comunità energetiche assistendo nella creazione della governance di comunità tra i vari portatori di interesse, siano essi associazioni, amministratori di condomini, gruppi di imprese o un gruppo di cittadini.