Il pilastro centrale del Next Generation EU è il dispositivo RRF (Recovery and Resilience Facility)  che, tra i vari obiettivi, si propone di sostenere interventi che contribuiscano ad attuare l’Accordo di Parigi e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in coerenza con il Green Deal europeo. Il RRF ha una durata di sei anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione totale di 672,5 miliardi di euro.

Italia Domani, il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato dall’Italia, prevede investimenti e un coerente pacchetto di riforme, a cui sono allocate risorse per 191,5 miliardi di euro finanziate attraverso il RRF.

In base Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), tutte le misure dei Piani nazionali per la ripresa e resilienza (PNRR), sia riforme che investimenti, devono soddisfare il principio di “non arrecare danno significativo agli obiettivi ambientali”.

Tale vincolo si traduce in una valutazione di conformità, ex-ante, in itinere e ex-post, degli interventi al principio del Do No Significant Harm” (DNSH).

Questo principio è stato introdotto per la prima volta nel 2020 dal sistema di Tassonomia delle attività ecosostenibili, precisamente all’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852. Il Regolamento individua sei criteri per determinare come ogni attività economica contribuisca in modo sostanziale alla tutela dell’ecosistema, senza arrecare danno a nessuno degli obiettivi ambientali:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine;
  • economia circolare;
  • prevenzione e riduzione dell’inquinamento;
  • protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

A supporto delle Amministrazioni titolari di misure e i Soggetti attuatori degli interventi del PNRR, il MEF (Ministero dell’economia e delle finanze) ha predisposto una Guida Operativa per il rispetto del principio DNSH (circolare n.32 della RGS emanata in data 30 dicembre 2021 e aggiornata il 13 ottobre 2022). La Guida è composta da:

  • una mappatura che consente una immediata corrispondenza tra le Misure previste nel PNRR e le Schede Tecniche predisposte per singolo tema.
  • schede di autovalutazione dell’obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici per ciascun investimento;
  • schede tecniche relative a ciascuna “area di intervento” nelle quali sono riportati i riferimenti normativi, i vincoli DNSH e gli elementi di verifica.;
  • check list di verifica e controllo per ciascun settore di intervento, che dovrà compilare il Soggetto Attuatore dell’investimento per assicurare il rispetto dei principi DNSH;
  • appendice riassuntiva della Metodologia per lo svolgimento dell’analisi dei rischi climatici come da Framework dell’Unione Europea.

Al momento l’obbligatorietà del rispetto del principio DNSH si limita agli interventi finanziati nell’ambito del PNRR, ma è molto probabile che nei prossimi anni l’Unione Europea estenda tale condizione anche all’interno di altri programmi del Quadro Finanziario Pluriennale. In questa prospettiva il principio DNSH diventerà una condizione fondamentale per i grandi investimenti del futuro.

Focus Lab riconosce la rilevanza che questa novità normativa avrà nell’indirizzare gli interventi futuri attraverso un occhio di riguardo per la Sostenibilità, per questo si propone come partner per approcciare i principi DNSH e fornire supporto per la valutazione di conformità a tali requisiti.