Il 9 ottobre, al Salone CSR di Milano, si è parlato di filiere e futuro. In un panel dedicato alla supply chain sostenibile, imprese, consulenti e istituti finanziari hanno discusso come innovare il patto con i fornitori, anche in un contesto europeo segnato da rallentamenti normativi. Le recenti sospensioni di direttive come la CSDDD – Corporate Sustainability Due Diligence Directive o la EUDR – European Union Deforestation Regulation sulla deforestazione zero non hanno spento il dibattito: al contrario, lo hanno reso ancora più urgente.

Secondo i relatori, accompagnare i partner di filiera verso pratiche sostenibili non è solo possibile, ma strategico. È una leva competitiva che consente di prevenire rischi ambientali, sociali ed economici, anticipare le richieste del mercato e distinguersi con coerenza e visione. In assenza di obblighi immediati, le imprese hanno oggi l’opportunità di scegliere la sostenibilità come direzione consapevole, non come reazione.

Le leve emerse dal panel:

  • Gerarchia della mitigazione degli impatti: un approccio condiviso con i fornitori per identificare gli impatti della filiera, distinguere quelli evitabili, quelli mitigabili e compensare i residui. L’obiettivo? Arrivare a una filiera climate-natural positive.
  • Cultura e trasparenza: la sostenibilità si costruisce anche comunicando i risultati raggiunti, dentro e fuori l’organizzazione, con strumenti chiari e accessibili, come i Bilanci di Sostenibilità.
  • Stakeholder engagement: coinvolgere attivamente i fornitori, creare reti e partnership, strutturare percorsi di miglioramento ESG e accompagnare verso certificazioni riconosciute.
  • Acquisti responsabili: definire criteri ESG per la selezione dei fornitori e, dove possibile, introdurre meccanismi di premialità per chi si impegna in percorsi virtuosi.

Investire in una supply chain sostenibile significa rafforzare la propria resilienza organizzativa, migliorare la qualità delle relazioni di filiera e accedere più facilmente a finanziamenti e bandi dedicati. Le imprese che adottano criteri ESG negli acquisti, promuovono trasparenza e coinvolgono attivamente i propri partner, costruiscono un ecosistema più solido e credibile, capace di generare valore condiviso.

Strutturare percorsi di valutazione ESG dei fornitori, adottare certificazioni riconosciute, comunicare i risultati raggiunti e soprattutto pianificare e attuare percorsi di Engagement è ciò che Focus Lab fa ogni giorno per aiutare le aziende a rendere visibile il proprio impegno e a posizionarsi come attori proattivi nella transizione sostenibile.

Anche in assenza di obblighi normativi vigenti, scegliere la Sostenibilità è una scelta di valore che genera impatto lungo tutta la filiera.