Come si fa business che fa bene? Questa è la domanda che ha animato la serata al Major Tom di Modena, dove Focus Lab ha facilitato un talk speciale per B Local Modena nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026: 11 studenti di economia e ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia faccia a faccia con 5 imprenditori certificati B Corp.
Il format scelto è stato uno speed date a tavolini: due o tre studenti seduti con un imprenditore, e ogni 15 minuti, al suono del campanellino, rotazione. Nessun copione, nessun filtro. Solo domande autentiche — cosa significa lavorare in un’azienda B Corp? Come si vive la certificazione dall’interno? Cambia davvero la cultura aziendale? — e risposte altrettanto oneste da parte di imprenditori di settori diversi: ICT, food, packaging, edilizia, ceramica.
L’atmosfera da “colloquio ansioso” si è sciolta in fretta. Quello che è rimasto è stato uno scambio autentico tra persone con ruoli e strade molto diverse, unite dalla stessa domanda di fondo: come si fa business che fa bene?
Il risultato ha sorpreso tutti: gli imprenditori si sono trovati di fronte a una generazione più consapevole e interessata di quanto si aspettassero. Gli studenti, a loro volta, hanno potuto toccare con mano la realtà di chi ha già scelto un modello d’impresa a impatto positivo.
Le aziende B Corp protagoniste della serata:
- Paolo Cavicchioli — Doxee (ICT)
- Primo Barzoni — Palm (Packaging)
- Luca Migliorini — Terratinta Group (Ceramica)
- Marco Gabrielli — Acetum (Food)
- Orsola Bolognani — Garc (Edilizia)
Non si cambia l’economia da soli: quella di ieri sera è stata una serata che ha piantato qualche seme in più per i futuri imprenditori di una nuova cultura d’impresa ad impatti positivi.






