Valutazione delle performance di Sostenibilità dei sistemi urbani e territoriali

 

Nell’ambito delle politiche dell’Unione Europea, una Smart City, o Città Intelligente, è un modello di città che dovrebbe caratterizzarsi sostanzialmente per alcune caratteristiche di fondo: impiego diffuso e innovativo delle tecnologie per l’informazione e comunicazione (ICT), dell’economia, dei servizi per la qualità della vita, della mobilità, dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili (Connected Smart City); adozione di nuove forme di organizzazione e relazioni sociali (Human Smart City e Social Innovation) rispetto a pratiche consolidate e nuove frontiere di benessere psico-fisico; capacità di creare nuove opportunità di sviluppo economico e lavoro a livello urbano.

Già nel 2007, l’Unione Europea e la comunità scientifica hanno individuato varie dimensioni di intervento che possono caratterizzare una Smart City e su cui è possibile effettuare azioni di misurazione attraverso appositi KPIs e Indicatori. Nel tempo, anche a livello nazionale, queste azioni di misurazione delle performance di sostenibilità e smartness dei sistemi urbani si sono raffinate, per giungere infine alle più recenti esperienze di utilizzo degli indicatori ONU legati all’Agenda 2030 e ai 17 SDGs applicati alle città. 

Come Focus Lab, siamo esperti nella valutazione delle performance di Sostenibilità dei sistemi urbani, con vari strumenti di analisi e misurazione quantitativa e qualitativa, utilizzando KPIs e altri sistemi di indicatori. Affianchiamo l’attività tecnica con approcci di Engagement in presenza, come focus group e workshops per raccogliere informazioni e approfondire i vari tematismi e ci occupiamo della redazione conclusiva di Report e documenti di rendicontazione dedicati.

Negli ultimi 20 anni, abbiamo realizzato diverse attività di valutazione per singoli Comuni, unioni di Comuni, Province e Regioni, utilizzando indicatori su aspetti Economici, Ambientali e Sociali, basandoci su riferimenti internazionali com Agenda 21, gli Aalborg Commitments, Agenda Urbana Europea e più recentemente Agenda 2030. 

Offriamo un supporto continuativo all’Amministrazione lungo tutto il ciclo di vita del progetto, valutando gli obiettivi e gli ambiti di indagine, coordinando la raccolta e l’elaborazione delle informazioni, gestendo l’attività di reporting e di comunicazione. 

 

 

Agenda 2030. Le prime esperienze degli Enti Locali

 

Agenda 2030 Onu, approvata nel 2015 da 193 Paesi, definisce 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile – Sustainable Development Goals (Sdg) al 2030, declinati in 169 targets. I 17 Sdg riguardano ambiti di sostenibilità economici, sociali e ambientali e consentono di creare impatti positivi con un’applicazione locale e globale. Sono scalabili, hanno un livello di applicazione globale e locale, e soprattutto sollecitano un approccio di azione multi-stakeholders, con un ruolo attivo di governi, enti pubblici locali, imprese di varie dimensioni e società civile. Gli Sdg costituiscono una nuova piattaforma strategica di ispirazione per nuove politiche pubbliche e azioni di sostenibilità orizzontale-intersettoriale, maggiormente integrate nelle dimensioni economiche, sociali e ambientali.


Azioni locali ?

E le pubbliche amministrazioni italiane verso gli Sdg? Per promuovere e capire se e cosa si sta facendo, il Coordinamento Agende 21 Locali italiane ha promosso recentemente un’indagine conoscitiva, realizzata da Focus Lab, con l’obiettivo di rilevare in modo aggiornato il pro lo e le esperienze in ottica Sdg di un campione di enti locali associati al Coordinamento, come occasione per informare e raccogliere indicazioni di supporto a nuove iniziative di stimolo nel contesto pubblico italiano sul tema degli Sdg come enti pubblici.

L’indagine si è focalizzata su 3 Sdg ritenuti rilevanti rispetto alle caratteristiche e alle attività degli enti locali del Coordinamento A21L: Energia pulita ed accessibile (Sdg7), Città e comunità sostenibili (Sdg11) e Azioni di mitigazione e adattamento rispetto al Clima (Sdg13). L’indagine, realizzata nel mese di settembre 2017, mediante una survey proposta ai circa 100 enti locali aderenti al Coordinamento, ha visto la partecipazione di 24 enti di 9 regioni (83% Comuni, 16% Province e Regioni. 80 % le amministrazioni del nord est e del nord ovest, 12 % del centro e 8% del sud).


Gli impegni in corso

La conoscenza e consapevolezza dell’Agenda 2030 e dei 17 Sdg è ancora in fase iniziale nella gran parte delle pubbliche amministrazioni associate.

Sdg7 – Energia
Sull’Obiettivo 7 (assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, a dabili, sostenibili e moderni), gli enti locali partecipanti indicano di aver avviato progetti o strategie per aumentare la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale entro il 2030 (89%). Altre azioni sono indirizzate a migliorare signi cativamente l’e cienza energetica (90%). Operativamente queste policy sono attuate principalmente tramite i PAES (Piano di azione per l’energia sostenibile – Patto dei sindaci), facilitazioni all’accesso al credito per e cienza energetica e rinnovabili e progetti europei. 
Dal punto di vista delle collaborazioni, queste attività sono realizzate per circa il 50% in partnership con altri soggetti locali, in primis Università (80%), scuole di diverso grado e associazioni ambientaliste (50%).

Sdg11 – Città sostenibili
L’analisi sul Goal 11 (rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi,
sicuri, duraturi e sostenibili) indica come la quasi totalità dei partecipanti all’indagine sia già almeno in parte attiva nell’attuazione di azioni coerenti in ottica di salvaguardia del patrimonio culturale, sulla riduzione degli impatti ambientali nelle città, e sulla protezione e sviluppo del capitale naturale sui territori.
Sono numerose anche le attività riguardanti la riquali cazione urbanistica (71%) e l’accesso a trasporti più sostenibili (59%). Sono invece il 24% gli enti locali attivi sui temi dell’accesso all’alloggio e a servizi di base adeguati. Da questi dati emerge un trend orientato alla promozione di uno sviluppo dei sistemi urbani con maggiori criteri di sostenibilità ambientale e sociale.
Dal punto di vista dei progetti messi in campo, si punta sulla realizzazione di azioni di riquali cazione urbanistica, creazione di parchi agro-paesaggistici e sullo sviluppo di progetti europei ad hoc, oltre all’utilizzo dei fondi strutturali Por-Fesr-Fse. La maggioranza delle attività (67%) sono realizzate attraverso varie forme di collaborazione, principalmente con associazioni ambientaliste (75%), associazioni di volontariato e Università (67%).

Sdg13 – Cambiamenti climatici
Rispetto al Goal 13 (adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze), si punta principalmente sull’integrazione di azioni di contrasto/mitigazione del cambiamento climatico all’interno delle policy degli enti locali (88%), parallelamente ad attività di educazione e diffusione della consapevolezza sui temi (83%). Restano meno esplorati i progetti sul miglioramento degli aspetti legati alla resilienza e all’adattamento al Climate Change, dove risultano attivi il 59% degli enti locali partecipanti. I progetti su questo obiettivo raccolgono sperimentazioni nell’ambito di progetti europei (es. Interreg), così come programmazioni locali ad hoc (Paesc e progetti regionali di mitigazione ed adattamento), oltre a programmi di educazione ambientale focalizzati sul tema dei cambiamenti climatici. Anche in questo caso le azioni sono condotte in partnership (59%), in particolare con scuole di diverso grado (77%), associazioni ambientaliste (69%) e associazioni di volontariato (46%).


Priorità di breve e medio termine

Dal punto di vista delle priorità degli enti locali partecipanti all’indagine rispetto allo sviluppo di attività in linea con gli Obiettivi Onu al 2030, emergono come prioritari i temi-ambiti di tipo ambientale, in particolare: acqua (Sdg6), cambiamenti climatici (Sdg13), conservazione degli ecosistemi terrestri (Sdg15), tutela delle acque (Sdg6).
A seguire, priorità sulla dimensione sociale ed economica salute e benessere (Sdg3), energia (Sdg7) e innovazione e industrializzazione (Sdg9).
La minore preferenza è assegnata agli obiettivi 1 e 10, relativi rispettivamente alla riduzione delle povertà e alla eliminazione delle varie forme di diseguaglianza, ambiti che su scala italiana e locale non prevedono emergenze di rilievo.


Strumenti di attuazione dell’Agenda 2030-Sdg

Rispetto alla piani cazione e gestione di piani in ottica Agenda 2030, una parte limitata del campione (18%) ha previsto durante la legislatura corrente un Piano di azione locale dedicato ai 17 Sdg – Agenda 2030. Sono però utilizzati vari strumenti di gestione per integrare e raggiungere gli Sdg nelle policy urbane, come progetti europei, Paes, Pums, Laboratori di rigenerazione urbana.
Da segnalare anche la quota rilevante di chi risponde con indecisione rispetto a questo aspetto (35%), indicando di non sapere con certezza della presenza futura di una piani cazione dedicata all’Agenda 2030.


Casi di progetti in corso in ottica Sdg

Rispetto ai 3 Sdg analizzati nell’indagine, si segnalano diverse azioni e progetti speci ci in corso da parte degli enti locali partecipanti, che evidenziano per il momento vari progetti in partnership su scala locale ed europea, anche se non ancora coordinati e comunicati come processi Agenda 2030. Sebbene gli Sdg siano ancora poco conosciuti e promossi a livello di enti pubblici e imprese, tuttavia le iniziative in corso iniziano ad aumentare (es. Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, attività di Asvis, singole Regioni, singole imprese). Gli Sdg rappresentano un riferimento-benchmark di comparazione e valutazione su obiettivi di sostenibilità globali-locali e un’opportunità per attivare nuove partnership multi-stakeholder sui territori con una combinazione di strumenti gestionali nuovi e consolidati per azioni di innovazione sostenibile.

Walter Sancassiani, Loris Manicardi

 

 

Strategie di Supply Chain Sustainability e Sustainable Procurement

 

Gli impatti ambientali e sociali di un’organizzazione, nella maggior parte dei casi, si concentrano nelle operazioni che avvengono al di fuori dei confini organizzativi, nell’ambito della cosiddetta Catena di Fornitura o Supply Chain. Approvvigionamento di materiali e semilavorati, trasporto e distribuzione, utilizzo e smaltimento dei prodotti, sono alcuni ambiti chiave della catena di fornitura che in molti casi raccolgono quote rilevanti di impatto. 

Per questo, i più recenti approcci al sustainability management assegnano alla gestione sostenibile della supply chain un ruolo di primo piano e prevedono l’utilizzo di diversi strumenti gestionali, come la valutazione degli impatti lungo il ciclo di vita (LCA), il coinvolgimento dei fornitori, la loro selezione e valutazione con criteri ESG, la definizione di strategie di acquisto sostenibile.

Come Focus Lab, da tempo offriamo servizi in linea con gli approcci più evoluti di supply chain sustainability e sustainable procurement, partendo dalla formazione dei referenti aziendali deputati all’interazione con la catena di fornitura, fino alla definizione di strategie e piani operativi dedicati. Siamo esperti nella mappatura della catena di fornitura dal punto di vista ESG, mediante la realizzazione di una valutazione delle performance di sostenibilità dei fornitori attraverso varie soluzioni di rilevazione e coinvolgimento

Offriamo supporto nella definizione di piani di Suatainable Procurement in linea con lo standard ISO20400, supportando la selezione di ambiti e categorie di acquisti chiave e utilizzando strumenti di selezione basati su certificazioni e criteri internazionali. Su questi temi abbiamo realizzato corsi di formazione, attività di coaching mirate a responsabili acquisti e redatto guide operative per aziende e associazioni imprenditoriali di settore.

 

 

Analisi di Materialità (Materiality Assessment)

 

I più avanzati approcci alla corporate sustainability, così come i framework di riferimento per il sustainability reporting, prevedono la realizzazione di una Analisi di Materialità al fine di rilevare quali sono gli aspetti di Sostenibilità più rilevanti per l’azienda e per i suoi portatori di interesse. Si tratta di una rilevazione della significatività di un insieme di ambiti tematici di sostenibilità economica, sociale e ambientale, per l’azienda e per i suoi Stakeholder più significativi.

La combinazione della “Materiality” interna ed esterna assegnata per ogni aspetto, restituisce un valore di importanza che consente di ordinare questi temi secondo vari gradi di priorità, selezionandone una serie limitata su cui focalizzare gli impegni di azione e rendicontazione

L’Analisi di Materialità, realizzata o meno nel contesto di realizzazione di un Bilancio di Sostenibilità, permette all’organizzazione di fare emergere con chiarezza le relazioni tra gli interessi aziendali rispetto a quelli degli Stakeholder, mettendo in evidenza le aree di sostenibilità di mutuo interesse, su cui maggiormente deve focalizzarsi il contenuto del reporting e delle azioni strategiche da intraprendere. 

Come Focus Lab, siamo esperti nel supporto tecnico e operativo a organizzazioni di vari settori e dimensioni nella realizzazione dell’Analisi di Materialità in conformità con i principali riferimenti internazionali, come GRI, SASB e D.Lgs 254/2016

Sviluppiamo un processo che comprende analisi documentalerealizzazione di interviste mirate a referenti del management, realizzazione di un percorso di Engagement strutturato per il coinvolgimento degli Stakeholder interni ed esterni ed eventualmente approfondimento delle informazioni attraverso focus group, al fine di individuare un insieme condiviso di aspetti materiali.

 

 

Progetti di Comunicazione per valorizzare attività in linea con Agenda 2030

 

L’Agenda 2030 ONU, approvata nel 2015 da 193 Paesi, mira al raggiungimento di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) al 2030, declinati in 169 targets su ambiti economici, sociali e ambientali, con un’applicazione locale e globale. I 17 SDGs sono il nuovo benchmark di riferimento del profilo di innovazione e Sostenibilità di imprese e istituzioni, ed offrono nuove opportunità per anticipare i trend di cambiamento in vari settori economici, allinearsi ai best in class a livello internazionale, valorizzare attività già realizzate in ottica di innovazione sostenibile, attivare nuove partnership.

Focus Lab è tra le prime società in Italia a promuovere progetti e servizi di supporto per imprese, Enti Pubblici e organizzazioni no-profit per la definizione di strategie e azioni concrete coerenti con l’Agenda 2030 e i Sustainable Development Goals. 

Il nostro approccio si focalizza sull’aggiornamento / coaching rispetto ai Goals, su azioni di Baseline Review per valutare il grado di allineamento rispetto ai target dell’Agenda e sulla definizione di Policy e Strategie per massimizzare le opportunità derivanti dall’attivazione di azioni di Sostenibilità  in linea con gli SDGs. 

In particolare, le azioni di pianificazione e attuazione di progetti in linea con Agenda 2030 necessitano di attività di comunicazione e valorizzazione dedicate, allineate con gli standard di rendicontazione internazionali ed in grado di coinvolgere e motivare i vari stakeholders dell’organizzazione. 

Come Focus Lab siamo esperti nell’offerta di servizi di supporto alla comunicazione di imprese ed enti pubblici, sia sul fronte editing di contenuti che nella realizzazione di grafiche e infografiche. Abbiamo accompagnato oltre 100 progetti di imprese, enti pubblici e associazioni imprenditoriali con vari strumenti di comunicazione. Combiniamo attività redazionali e giornalistiche all’utilizzo di strumenti di comunicazione integrata e multimediale, con servizi e prodotti mirati online e offline.

A partire dal 2015, abbiamo realizzato circa 40 progetti dedicati alla realizzazione di azioni in attuazione dei 17 Global Goals con aziende, coinvolgendo direttamente oltre 200 aziende e decine di enti pubblici e altre organizzazioni. Abbiamo realizzato 7 Bilanci di Sostenibilità con riferimento ad Agenda 2030, coordinato 11 Laboratori di Aziende per la Sostenibilità sul tema, 6 Guide operative, 13 Eventi di formazione, Survey, interventi presso eventi nazionali e vari articoli sul tema pubblicati su riviste specializzate.

 

 

Comunicazione Green, Green Marketing e Reporting di Sostenibilità

 

La sostenibilità non rappresenta per le aziende una moda o un trend passeggero ma una direttrice di sviluppo necessaria per rispondere a un consumatore sempre più attento e a un quadro normativo sempre più stringente. Una scelta necessaria che coinvolge tutte le imprese e che va compiuta con le giuste tempistiche e utilizzando canali, strumenti e modalità di comunicazione specifiche. 

Solo costruendo un percorso di sostenibilità forte, effettivo e credibile questo può diventare elemento fondante una strategia di marketing e comunicazione che metta l’approccio green al centro evitando, in tal modo, il rischio greenwashing.

La comunicazione della sostenibilità si pone come obiettivo l’informazione e, a un livello più alto, la diffusione culturale e lo sviluppo di un nuovo modello di produzione e consumo. Se comunicata correttamente (ovvero offrendo contenuti reali e coerenti con i singoli stakeholders) la sostenibilità contribuisce a costruire un brand credibile, forte, coerente, accettato dal mercato.

Nella comunicazione della sostenibilità gli stakeholders giocano un ruolo chiave. Come nella comunicazione commerciale il coinvolgimento attivo del target rappresenta oggi una chiave per l’implementazione di una strategia vincente, anche nella comunicazione della sostenibilità lo stakeholder engagement costituisce un punto di snodo per comprendere a fondo quali possano essere le aspettative e le argomentazioni fondamentali.

Come Focus Lab, siamo esperti nella misurazione e nella comunicazione degli impatti economici, ambientali e sociali di prodotti, processi e organizzazioni. Realizziamo Report e Bilanci di Sostenibilità per organizzazioni di vari settori e dimensioni, fin dagli albori del sustainability reporting. I nostri Bilanci di Sostenibilità sono conformi alle principali linee guida di riferimento a livello internazionale, come gli Standard del Global Reporting Initiative, la Direttiva Barnier, SASB, AA1000, o a livello nazionale alle richieste del Decreto Legislativo 254/2016 (DNF – Dichiarazione Non Finanziaria).

Siamo inoltre esperti nell’offerta di servizi di supporto alla comunicazione di imprese ed enti pubblici, sia sul fronte editing di contenuti che nella realizzazione di grafiche e infografiche. Abbiamo accompagnato oltre 100 progetti di imprese, enti pubblici e associazioni imprenditoriali con vari strumenti di comunicazione. Combiniamo attività redazionali e giornalistiche all’utilizzo di strumenti di comunicazione integrata e multimediale, con servizi e prodotti mirati online e offline.

 

 

Repertorio Buone Pratiche di RSI nell’Industria Ceramica

 

Nel 2008 Focus Lab ha curato la mappatura delle pratiche e la redazione del volume “Buone Pratiche di RSI”, un repertorio di casi concreti di progetti di Corporate Social Responsibility (CSR) nel settore della ceramica italiana, commissionato da Confindustria Ceramica.

La brochure, che contiene oltre 40 buone pratiche realizzate nel distretto ceramico modenese e reggiano, vuole essere da un lato uno strumento di promozione di quanto realizzato in ottica CSR dal settore, mentre dall’altro vuole stimolare altre imprese del distretto e di altri settori ad avviare politiche in linea con i piú nuovi approcci alla Sostenibilitá del business.

 

 

Guida alla RSI e Buone Pratiche locali

 

Nel 2008 Focus Lab ha condotto l’indagine “Guida alla RSI e Buone Pratiche Locali” per conto di Confindustria Modena-Giovani Imprenditori. Nello specifico, il progetto ha previsto l’impostazione di un’indagine sulla RSI, l’elaborazione di una Guida operativa alla RSI, e una raccolta di Buone Pratiche di RSI.