Lancio del Portale di Welfare Aziendale-Territoriale delle Terre d’Argine

 

 

Focus Lab ha ideato e coordinato, dal 2019, la Rete di Welfare Aziendale-Territoriale dell’Unione dei Comuni delle Terre d’Argine. All’inizio del 2022, è iniziata la seconda fase del progetto, che ha previsto la creazione di un Portale Servizi di Welfare Aziendale-Territoriale dedicato. E’ stato presentato lunedì 30 maggio 2022, all’Auditorium della Biblioteca Loria di Carpi, alla presenza della Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein e dell’Assessore al Sociale del Comune di Carpi Tamara Calzolari.

Si tratta un Portale on-line di Welfare di filiera corta, che facilita l’incrocio tra domanda e offerta di servizi di welfare a km0. E’ caratterizzato dalla presenza di circa 90 servizi, raccolti in 10 macro-aree e correlati a 50 bisogni, offerti da quasi 40 imprese del territorio, Cooperative e Comuni. Sono 13 le aziende aderenti che hanno deciso di offrire questo servizio di Welfare integrativo ai propri dipendenti, e includono: Liu-Jo, Garc SpA e Garc Ambiente, CMB Società Cooperativa, Twinset, Angelo Po Grandi Cucine, Coop Bilanciai, AGC Srl, Emmegisoft Srl, Emmegi SpA, Voilàp Italia Srl, Voilàp Digital Srl e Voilàp Holding SpA.

Le 10 macro-aree comprendono servizi per pratiche amministrative, salva-tempo, sanitari integrativi, di cura e benessere per la famiglia, ricreativi e culturali, di educazione, prodotti del territorio, per le pari opportunità e per la gestione del COVID. I dipendenti delle aziende aderenti al Portale potranno usufruire di sconti.

Il Portale vuole offrire una panoramica dei servizi disponibili ai dipendenti delle aziende aderenti per rigenerare l’economia locale e migliorare la qualità della vita delle persone e del territorio. Giunto alla seconda edizione, nella prima edizione le imprese erano state coinvolte in alcuni workshop per elaborare una mappatura delle pratiche aziendali già in corso ed individuare i bisogni dei dipendenti. Come risultato, era stata prodotta una Guida contenente oltre 60 servizi di Welfare a Km0, che era stata distribuita ai dipendenti delle imprese partecipanti per promuovere l’utilizzo di servizi di Welfare a km0 richiesti.

Link al Portale

Link all Rete 

 

 

Docenze e testimonianze su Welfare Aziendale-Territoriale

 

 

Focus Lab ha svolto tra aprile e maggio diversi interventi su progetti e temi di Welfare:

–      Docenza al Corso di Alta Formazione dell’Università di Bologna su pratiche di Stakeholder Engagement in reti di Welfare, con vari casi studio.

–      Relazione sul progetto Portale Rete Welfare Territoriale Unione Terre d’Argine al Master in Governance e innovazioni di Welfare locale dell’Università di Bologna.

–      Relazione al CareGiver Day 2022, con intervento sulla Rete Welfare Territoriale Unione Terre d’Argine.

Stakeholder Engagement per Piano Urbanistico Generale (PUG)

 

 

Focus Lab è stata incaricata di facilitare il percorso partecipato del Comune di Nonantola (Mo) di supporto alla definizione del PUG.

Il PUG (Piano Urbanistico Generale) è il nuovo strumento di pianificazione e governo del territorio comunale, definito dalla Legge Regionale n. 24 del 2017 dell’Emilia-Romagna che si prefigge alcuni obiettivi fondamentali su contenimento di consumo di suolo, rigenerazione urbana, valorizzazione e tutela del territorio.

Il percorso partecipato intrapreso si colloca prima dell’adozione del piano e ha la finalità di ascoltare e raccogliere idee da diverse prospettive per il nuovo nuovo strumento urbanistico e coinvolgere diversi interlocutori nella definizione di obiettivi e contenuti strategici. Inoltre è utile a fornire informazioni e dati sul contesto locale di supporto ad una migliore conoscenza e partecipazione.

Il percorso ha una durata di circa tre mesi, da aprile e giugno 2022, e si articola nei seguenti incontri:

1° Forum pubblico di avvio;

3 Workshops laboratori tematici;

1 Indagine on line, svolta parallelamente ai workshop;

1 Focus Group sui risultati dell’indagine;

  Forum pubblico di presentazione dei risultati.

Ogni workshop è caratterizzato da tre tavoli tematici che analizzano le criticità, i punti di forza e le proposte migliorative su un determinato argomento. 

I tre macro-temi che caratterizzano i tavoli sono “Qualità della Vita e Coesione Sociale”, “Contrasto ai Cambiamenti Climatici” e “Qualità e Sostenibilità delle Attività Economiche”.

 

Per approfondimenti: Percorso partecipato PUG – Comune di Nonantola

Engagement Imprese Emilia-Romagna per il Clima

 

 

Focus Lab Benefit ha gestito e realizzato un percorso di Engagement di imprese per conto  della Regione Emilia-Romagna e Art-ER tra dicembre e aprile 2022, per rilevare le  percezioni e le conoscenze delle imprese del territorio rispetto ai cambiamenti climatici, alle pratiche gestionali in corso, alle problematiche incontrate, alle priorità di nuovi interventi per azioni di mitigazione e adattamento.

La consultazione ha previsto diversi eventi di coinvolgimento diretto delle imprese:

– 2 webinar tematici informativi di introduzione al contesto internazionale, UE e nazionale rispetto a nuovi standard e accordi di riferimento per azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici come Cop 26, Green Deal UE e Tassonomia UE.

– una survey on-line a cui hanno partecipato oltre 300 imprese di 13 filiere produttive nelle 9 province (vedi Report sezione Insights);

– 3 focus group di approfondimento con imprese delle filiere Meccanica, Edilizia, Agro-Food;

– 2 Webinar tematici di formazione-aggiornamento su nuovi strumenti di gestione per per azioni di mitigazione e adattamento e Carbon Footprint.

Survey Imprese dell’Emilia Romagna su Mitigazione e Adattamento al Cambiamento Climatico

 

 

Focus Lab ha realizzato e presentato a febbraio 2022, per conto di Regione Emilia-Romagna e ART-ER, una prima indagine su “Imprese dell’Emilia Romagna e mitigazione e adattamento climatico”, che ha coinvolto oltre 300 imprese della regione.

Obiettivi dell’indagine

L’indagine, a cui hanno partecipato 300 imprese di 10 settori industriali su scala regionale, si è posta i seguenti obiettivi:

  • conoscere le percezioni delle imprese di varie filiere rispetto a questi cambiamenti;
  • rilevare quali pratiche gestionali attualmente sono utilizzate per la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
  • individuare quali azioni sono previste nel breve e medio termine;
  • mappare quali sono i bisogni aziendali per gestire meglio la transizione energetica e i cambiamenti climatici.

L’indagine fa parte di un più ampio percorso di Engagement di imprese sui temi di mitigazione e adattamento, facilitato da Focus Lab, che ha previsto 2 webinar informativi, 3 focus group con imprese del settore Edilizia, Meccanica, Agro-Food e 2 webinar su strumenti gestionali di mitigazione e adattamento e su Carbon Footprint.

Fit for 55: lo step intermedio verso la neutralità climatica europea e il ruolo della guerra in Ucraina

 

 

Nel luglio dello scorso anno, la Commissione Europea ha presentato a Bruxelles il pacchetto “Fit for 55”, che ha l’obiettivo di facilitare il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, stabilita dal Green Deal, aggiungendo un obiettivo intermedio, ovvero la riduzione del 55% (rispetto ai livelli del 1990) delle emissioni di gas clima-alteranti entro il 2030. 

Il target del 2030, che riguarda tutti i paesi appartenenti all’UE, risulta estremamente ambizioso, dato che dal 1990 le emissioni si sono ridotte “soltanto” del 24%. Per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra, “Fit for 55” interviene con una serie di iniziative, che includono sia l’aggiornamento di alcune leggi europee sia nuove proposte di azioni. 

In particolare, la Commissione propone criteri più stringenti per quanto riguarda lo scambio di quote di emissioni dell’UE (ETS, European Trading System) e modifica al rialzo la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030, che sale al 40%. Anche l’ambito dei trasporti stradali è incluso nel pacchetto, con azioni a più livelli. Da un lato, dal 2035 sarà concessa l’immatricolazione di nuove autovetture solo a emissioni zero, con impegno maggiore per aumentare le capacità di ricarica; dall’altro una serie di iniziative intervengono per ampliare l’accesso a energia pulita nei porti e aeroporti. Inoltre, viene modificata anche la Direttiva sull’efficienza energetica, che fissa al 39% l’obiettivo di riduzione del consumo di energia primaria entro il 2030 e stabilisce la ristrutturazione del 3% degli edifici pubblici ogni anno.

L’applicazione del pacchetto “Fit for 55” è motivata dalla volontà di contrastare il cambiamento climatico e di evitare l’avvenimento di peggioramenti irreversibili che mettano a rischio la sopravvivenza a lungo termine sul nostro pianeta. Il riferimento rimane l’Accordo di Parigi sottoscritto nel 2015, il cui obiettivo è limitare l’aumento delle temperature fino ad un massimo di 1.5°. In questo contesto, l’Europa ambisce a ricoprire un ruolo di leadership a livello mondiale, attuando politiche ambientali ambiziose per dare l’esempio ai paesi di tutti i continenti.

L’aumento dei prezzi dei carburanti dopo la ripresa delle attività in seguito ai lockdown per Covid-19 e il recente scoppio della guerra in Ucraina hanno evidenziato la vulnerabilità europea a livello energetico. Ad oggi, appare necessaria e urgente la riduzione della nostra dipendenza energetica dalla Russia, resa ancora più prioritaria dal nesso tra i miliardi versati nelle casse di Mosca e il finanziamento della guerra in Ucraina. In particolare, un gruppo consistente di 11 paesi europei, guidati dalla Germania e senza la partecipazione dell’Italia, ha di recente chiesto un’accelerazione nei negoziati del pacchetto “Fit for 55”, con una lettera aperta che unisce la priorità della transizione energetica al distacco geopolitico dalla Russia.

Mentre nel breve termine il rischio concreto è quello di affidarsi a qualsiasi risorsa energetica “indigena” e quindi di ricadere addirittura sul carbone, invertendo il corso di decine di anni di sviluppo di energie rinnovabili, nel lungo termine gli obiettivi del Green Deal sono compatibili con la necessità di indipendenza energetica dell’UE. Da questo punto di vista, il distacco dal gas russo può coincidere con una decisa accelerazione sulle rinnovabili, anche per motivi di sicurezza. L’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell ha affermato che “i tre modi per terminare la nostra dipendenza dalla Russia sono la diversificazione delle forniture, l’efficienza energetica e l’accelerazione verso le rinnovabili”. Questo dimostra la ferma volontà politica di attenersi alle linee guida del Green Deal, per un’Europa sostenibile e indipendente a livello energetico.

Riferimenti

European Commission, 2021. “European Green Deal: Commission proposes transformation of EU economy and society to meet climate ambitions”, online accessed at https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_21_3541

European Union External Action, 2022. “The war in Ukraine and its implications for the EU”, online accessed at https://www.eeas.europa.eu/eeas/war-ukraine-and-its-implications-eu_en

European University Institute, 2022. “The impact of the war in Ukraine on Europe’s climate and energy policy”, online accessed at https://www.eui.eu/news-hub?id=the-impact-of-the-war-in-ukraine-on-europes-climate-and-energy-policy

Impronta Carbonica come Indicatore di Sostenibilità del Biometano

 

 

La crisi energetica dovuta all’incremento del prezzo del metano che si è verificato dalla fine del 2020 e le attuali incertezze sull’approvvigionamento di gas legate al conflitto in Ucraina evidenziano quanto sia urgente per l’Italia trovare fonti energetiche alternative a quelle attuali, prevalentemente gas naturale importato. Le fonti energetiche rinnovabili rappresentano la soluzione ottimale, sia perché riducono il contributo ai fenomeni di cambiamento climatico, sia perché sono fonti autoprodotte a livello locale.

In Italia è stata recentemente recepita la Direttiva europea sulla promozione delle energie rinnovabili 2018/2001 (RED II). La norma, oltre a recepire quanto previsto dalla direttiva UE in tema di sviluppo delle energie rinnovabili, introduce i primi elementi di attuazione di progetti e riforme del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) comprese quelle dedicate allo sviluppo del biometano”.

Ma che cos’è il biometano? È  un combustibile che si ottiene dalla purificazione del biogas, una miscela di gas (principalmente metano e anidride carbonica) prodotto dalla degradazione anaerobica di materiale organico. Se soddisfa i requisiti qualitativi viene immesso nella rete del gas naturale e utilizzato al posto del metano fossile.

Il biometano ricopre un ruolo molto importante nel raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo. In primo luogo rappresenta un elemento importante per la decarbonizzazione, in quanto è un vettore energetico di origine biologica e non fossile. Inoltre la sua produzione proviene solitamente dalla digestione anaerobica di materiale di scarto (rifiuti organici, deiezioni animali, scarti agricoli), perciò realizza a pieno il modello di economia circolare. Gli impianti più performanti ad oggi sono in grado di recuperare quasi completamente il rifiuto organico in ingresso producendo compost di qualità, biometano e CO2 liquida per scopi industriali. 

Le norme europee e nazionali però impongono anche dei controlli sulla sostenibilità del biometano prodotto e una delle novità più rilevanti introdotte dalla recente Direttiva riguarda proprio questo aspetto. Infatti adesso i produttori di questo vettore energetico devono calcolare mensilmente le emissioni di gas a effetto serra (GHG) evitate rispetto a quelle prodotte dall’utilizzo di un combustibile di riferimento, il cui valore è fornito dalla norma. Questo risparmio di emissioni rispetto al combustibile standard deve necessariamente essere superiore al 65% per poter godere degli incentivi.

Viene quindi richiesto ai produttori di calcolare mese per mese la Carbon Footprint del biometano attraverso un approccio Life Cicle Assessment che considera tutte le emissioni, espresse in termini di CO2 equivalente su MJ di biometano, generate lungo la filiera di produzione. I termini più rilevanti di questo calcolo sono i consumi elettrici, i consumi termici, i materiali di processo e il trasporto delle materie prime fino al sito di trasformazione. 

In conclusione, dal punto di vista qualitativo il biometano risulta da tempo un vettore energetico ottimale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità europei, ma adesso lo sarà anche dal punto di vista quantitativo, grazie all’utilizzo dell’impronta carbonica. Grazie a questo strumento si quantifica l’effettiva sostenibilità del biometano rispetto ai combustibili fossili ed avendo imposto un risparmio di emissioni minimo da raggiungere, si promuove anche la progettazione di impianti sempre più performanti per la produzione di biometano.

 

 

Imprese dell’Emilia-Romagna e cambiamenti Climatici 2022 – 300 imprese coinvolte su temi di mitigazione e adattamento

 

Focus Lab sta attualmente accompagnando Art-Er e Regione Emilia-Romagna in un percorso di Stakeholder Engagement con l’obiettivo di coinvolgere e accompagnare  imprese del territorio emiliano-romagnolo ad affrontare le implicazioni dei cambiamenti climatici.

Il percorso, iniziato a fine 2021, ha previsto diverse attività di coinvolgimento: 2 webinar informativi, una survey online, 3 focus group con imprese di diverse filiere produttive (Meccanica, Edilizia, Agro-Food) e 2 webinar di formazione.

Questo articolo sintetizza i risultati dell’indagine svolta tra fine dicembre e inizio gennaio che ha coinvolto oltre 300 imprese di grandi, medie e piccole impresa di 13 filiere produttive.

L’indagine on-line si è posta l’obiettivo di rilevare le percezioni e le conoscenze delle imprese del territorio rispetto ai cambiamenti climatici, le problematiche in corso, ile pratiche gestionali in corso, gli strumenti di mitigazione, di adattamento, le priorità future e i bisogni di supporto.

Risultati dell’indagine su conoscenze, pratiche in corso, ostacoli, priorità

Più di tre quarti delle imprese ha sottolineato di essere a conoscenza dei rischi che corrono a causa dei cambiamenti climatici. La maggior parte di esse, inoltre, si aspetta di osservare impatti negativi sulle proprie attività rispetto a diverse matrici quali: la catena di fornitura e distribuzione, l’accessibilità alle materie prime e le strutture aziendali. Opposta, invece, è l’aspettativa per quanto riguarda la variazione della domanda di prodotti e servizi. La gran parte delle aziende, infatti, ritiene che i cambiamenti climatici porteranno possibili opportunità positive.

Circa tre quarti delle imprese partecipanti dichiarano di aver cominciato a sviluppare azioni indirizzate alla mitigazione o all’adattamento ai cambiamenti climatici.

L’attenzione è ancora prevalentemente indirizzata alla mitigazione al cambiamento climatico, mentre azioni di adattamento vengono realizzate con meno frequenza.

Le principali azioni realizzate riguardano in primo luogo l’efficientamento energetico di impianti e strutture aziendali, l’uso di tecnologie a minor consumo energetico, a seguire l’acquisto da fonti energetiche rinnovabili, l’autoproduzione di energia ad esempio con impianti di cogenerazione.

Da segnalare che il trenta per cento delle aziende dichiarano di utilizzare energia da fonti rinnovabili. Sono adottati vari strumenti gestionali per ridurre le emissioni climalteranti e per valutare gli impatti energetici come ad esempio certificazioni del sistema gestionale energetico ISO50001, impianti di co-generazione, impianti fotovoltaici, calcolo della Carbon Footprint anche se ancora in pochi casi, riferimenti a standard energetici di settore, interventi sulle strutture.

Tuttavia circa l’ottanta per cento non comunica le proprie emissioni climalteranti; in modo simile non hanno un piano spostamenti casa-lavoro per ridurre le emissioni indirette.

Solo il dieci per cento delle imprese dichiara di aver definito obiettivi specifici per ridurre le proprie emissioni climalteranti e il venti per cento in parte.

La gran parte delle imprese non ha messo in campo azioni di adattamento. I pochi casi riguardano la gestione delle acque e misure di sicurezza delle strutture e infrastrutture.

Rispetto agli ostacoli all’innovazione gestionale in ottica di mitigazione, più del venti per cento dichiara di non considerare prioritario il tema e di avere poca conoscenza degli strumenti e azioni di mitigazione di adattamento utilizzabili per le imprese.

L’indagine ha fatto emergere la necessità di supporto su vari aspetti: per l’efficientamento tecnologico e strutturale, di formazione e aggiornamento, ed esempi di buone pratiche.

Una Review in chiave SDGs dei progetti di Fondazione di Modena

 

 

Tra il 2021 e il 2022 le Fondazioni di origine bancaria compiono 30 anni, un periodo durante il quale hanno erogato supporti per Terzo Settore, Enti locali, Mondo Scuola e Università per un totale di circa 26 miliardi di euro. Da un’indagine del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali[1] emerge che le Fondazioni pongono sempre maggiore attenzione alle tipologie d’investimento nella gestione dei loro patrimoni. Ovvero, vengono privilegiati quei progetti e iniziative che rispettano criteri ambientali, sociali e di governance (ESG), oltre che ai cosiddetti Mission Related Investment e all’impact investing.

 

Coerentemente con quanto osservato, in un’ottica di miglioramento dell’indirizzo di programmazione futuro, Fondazione di Modena, con il supporto tecnico di Focus-Lab SB, società di ricerca e Advisory, ha voluto “rileggere” l’impatto dei propri progetti in chiave SDGs Agenda 2030.
A partire da Gennaio 2022, è stato quindi avviato un percorso di revisione di alcuni progetti supportati da Fondazione utilizzando come strumento d’analisi i 17 Goals e 169 Targets definiti dell’Agenda 2030 ONU, il quadro di riferimento internazionale condiviso da 193 Paesi per promuovere azioni di strategiche di sostenibilità sociale, ambientale e amministrativa per lo sviluppo sostenibile.

 

L’indagine ha riguardato un campione di 8 progetti dell’Area Arte/Cultura, Area Ricerca/Pianeta e Area Sociale/Persona della Fondazione (altri verranno integrati a breve) e ha previsto diversi livelli di analisi rispetto:

  • 1° SDG principale / primario di collegamento
  • 2° Target specifici (tra i 169 dell’Agenda 2030 ONU)
  • 3° SDGs secondari e relativi Target più attinenti.

 

Complessivamente, è stato confermato quanto già osservato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali: vi è una stretta correlazione tra le attività finanziate da Fondazione e i benchmark di sostenibilità posti dall’Agenda 2030 ONU, ed un buon grado di eterogeneità, sia in termini di attori interessati e impatti generati.

 

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile maggiormente rilevati in questo primo livello di lettura sono quelli che riguardano la riduzione delle disuguaglianze e l’inclusione sociale (SDG 10) e lo sviluppo economico del territorio tramite la valorizzazione del patrimonio socioculturale (SDG 8). A seguire, i progetti evidenziano una correlazione con altri temi di importanza primaria per l’indirizzo strategico-operativo di Fondazione, come la parità di genere (SDG 5), il benessere e la sostenibilità delle aree urbane (SDG 11, 9, 16 e 3).

Il secondo livello di analisi ha mirato a raffinare la prima quantificazione. Si è quindi misurato lo Score complessivo ottenuto dalla Fondazione per ogni SDGs integrando nel calcolo i collegamenti “indiretti” dei progetti campionati ai Goals secondari. Quindi, per ognuno dei progetti elencati, sono stati individuati uno o più Goals minori, in base all’aderenza del progetto ad uno o più Target dell’Agenda 2030 ONU. Alcuni Goals, per esempio, il Goal 11 (Città e Comunità Sostenibili) e il 4 (Istruzione di Qualità), aumentano in modo significativo la loro importanza relativa, essendo considerati ambiti correlati in modo indiretto rispetto alle azioni mappate.

Ciò che emerge dall’analisi condotta da Focus-Lab è quindi una riconferma del fatto che i Goals maggiormente presenti nelle attività di Fondazione sono quelli di tipo socioeconomico (SDG 10, 8, 4) relativi all’ambito sociale e culturale, ma anche alla valorizzazione del patrimonio locale e al mondo dell’Educazione.

 

 

[1] Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, 2021,” Quaderno di Approfondimento 2021 “ESG e SRI, le politiche di investimento sostenibile degli investitori istituzionali italiani”.

 

20 anni di facilitazione di idee e soluzioni per progetti di innovazione responsabile green e sociale

 

20 anni di facilitazione di idee e soluzioni per progetti di innovazione responsabile green e sociale.

 

Focus Lab srl SB raggiunge 20 anni di attività. 

L’impresa modenese è stata dai primi anni 2000 una delle prime società in provincia, ma anche a livello nazionale, a fornire solo servizi di consulenza tecnica su servizi e progetti per l’innovazione sostenibile ambientale e sociale, quando l’approccio di sostenibilità era molto di nicchia. 

Da allora Focus Lab srl,  come boutique di consulenza strategica e operativa “personalizzata” a imprese di vari settori e a Pubbliche amministrazioni, ha accompagnato con oltre 400 progetti, circa 150 Enti pubblici in Italia e ha coinvolto oltre 800 imprese tra PMI e Grandi imprese, in progetti di sostenibilità di diverse aree: 

Green Management, Green Economy, Piani strategici di sviluppo locale, piani di Urbanistica partecipata, Responsabilità Sociale d’Impresa, fino ai nuovi approcci di Smart City, Economia Circolare, Welfare Aziendale-Territoriale, Stakeholder Engagement, integrazione di criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle politiche di imprese, calcolo della Carbon Footprint, Strategie di Sviluppo Sostenibili per Regioni in linea con i 17 Goals dell’Agenda 2030 ONU, Bilanci di Sostenibilità.

Focus Lab ha collaborato inoltre con 15 Università italiane ed europee in progetti di ricerca di sostenibilità e governance urbana e in progetti internazionali in paesi extra europei (India, Cina), nonché con numerosi enti di formazione a livello nazionale. Ha inoltre promosso 55 tra ricerca e indagini su vari strumenti di Sostenibilità.

Tappe principali

Tra i vari progetti promossi su scala locale si segnalano i primi piani di azione locale di Agenda 21 Onu su scala nazionale, il primo Osservatorio Sviluppo Sostenibile provinciale, l’ideazione e coordinamento per 10 anni del Club imprese modenesi per la Responsabilità Sociale, modello replicato con oltre 20 reti in altre regioni italiane e ottenendo diversi premi con oltre 800 imprese coinvolte; il Premio provinciale Responsabilità Sociale d’Impresa a cui hanno partecipato oltre 200 imprese, il Festival Green Economy di Distretto primo caso in Italia,

A seguire la Fabbrica delle Idee per il Distretto, durante la crisi del 2008, iniziativa intersettoriale con vari Comuni e imprese del settore ceramico e mondo del Terzo Settore. Poi il Club Imprese ceramiche per l’innovazione, e in seguito la Rete Welfare Aziendale Territoriale a Modena (premiato dal Forum PA) e con i Comuni Terre d’Argine.

Nei 20 anni di attività di coordinamento di azioni di sviluppo locale sostenibile, ha facilitato la partecipazione di oltre 37000 persone in progetti di urbanistica, responsabilità sociale, economia circolare, con amministratori pubblici, imprenditori e funzionari di imprese, dirigenti pubblici, sindacati esperti, associazioni di categoria, Università, tecnici, associazioni del Terzo Settore, cittadini, studeti. Coinvolgimento svolto con nuove tecniche di co-progettazione come workshop su scenari, focus group, co-progettazione, indagini, visual facilitation.

In sintesi 20 anni dedicati a stimolare dialogo, approfondimento e sviluppo di nuove idee per nuove soluzioni innovative per politiche pubbliche e d’impresa integrando aspetti economici, sociali e ambientali con nuovi metodi. Sono  26 i riconoscimenti per risultati ambientali e sociali positivi ottenuti per vari clienti. 
 
Non ultimo, Focus Lab è dal 2016 certificata B Corp, la certificazione di sostenibilità internazionale più autorevole rispetto a standard ambientali e sociali per imprese, che riassume una filosofia di fondo: fare impresa per fare buoni impatti positivi per a comunità, l’ambiente, i dipendenti. Siamo i primi in Emilia-Romagna ad ottenerla, e tra le prime 10 in Italia per punteggio, ottenendo 2 premi come Changemakers e impegno per la Comunità. 
Da 2 anni Focus Lab srl è anche Società Benefit, con uno scopo d’impresa formalizzato nello statuto che persegue impatti di bene comune. Svolge i suoi servizi alimentata da impianto di energia rinnovabile e storage e acquista energia integrativa da energie rinnovabile certificata, con minimo impatto climatico e supporta vari progetti no-profit del territorio.