Baseline Review e Benchmarking delle iniziative di Welfare Aziendale

 

Al fine dell’implementazione di nuove misure di Welfare Aziendale e del miglioramento delle azioni in corso, la valutazione iniziale della performance aziendale sulle iniziative in atto è il punto di partenza necessario per la definizione delle azioni successive. Consente all’azienda di individuare i propri punti di forza e le criticità sui diversi aspetti, le azioni in corso e le potenziali opportunità di sviluppo per definire una prima base di partenza per poi sviluppare o integrare un Piano di Welfare adatto alle necessità e alle caratteristiche dei lavoratori e dell’azienda.

Focus Lab propone un supporto tecnico e operativo completo nelle attività di Review e Benchmarking iniziale, adattando le metodologie utilizzate al contesto e alla dimensione dell’organizzazione. Attraverso la rilevazione delle iniziative in corso sulle varie aree di Welfare e il confronto con le realtà del settore e le best practices presenti sul territorio viene fornito all’azienda un quadro della situazione attuale e i possibili sviluppi futuri.

Al fine di produrre una indagine accurata ed ottenere misurazioni di tipo sia qualitativo che quantitativo vengono previste attività deskattività di ascolto e coinvolgimento del management e dei dipendenti (focus group, workshops), e azioni di benchmarking con altri player del settore o altri comparti produttivi.

L’attività di Review e Benchmarking è indicata sia per le imprese che non si sono ancora dotate di azioni di Welfare Aziendale formalizzate che per aziende che possiedono Piani di Welfare strutturati. Il percorso prevede una stretta collaborazione tra consulenti Focus Lab e referenti del management aziendale.

 

 

Coordinamento e facilitazione di Reti di aziende e Network multistakeholder

 

La complessità che contraddistingue il tema della sostenibilità rende necessario sviluppare la capacità di creare partnership sia tra varie aree funzionali all’interno delle aziendeche tra varie organizzazioni sui territori. Le reti multistakeholder su specifici ambiti di sostenibilità (Green, Welfare, ecc.) o basate su approcci trasversali (SDGs), consentono alle aziende di ampliare il proprio set di competenze, integrando le expertise di settori e tipologie organizzative all’interno delle proprie skills ESG. Gli effetti di contaminazione di approcci ed esperienze, scambio di pratiche, allineamento e aggiornamento reciproco, condivisione di obiettivi comuni e co-progettazione di azioni ad elevato impatto locale sono alcuni dei potenziali vantaggi di una collaborazione intersettoriale. 

Focus Lab è da oltre 20 anni una delle principali società in Italia sul tema dello Stakeholder Engagement per la Sostenibilità. Siamo esperti nella ideazione, creazione e facilitazione di reti, gruppi e network di imprese o multistakeholder su ambiti di Sustainability Management, Green Economy, Welfare Aziendale, Community Engagement, Agenda 2030, CSR. Abbiamo coordinato oltre 27 esperienze di reti sulla sostenibilità, coinvolgendo più di 500 organizzazioni in varie regioni italiane e supportando la realizzazione di circa 300 progetti in partnership tra imprese, istituzioni, no-profit. 

Ci occupiamo di tutto il ciclo di vita del progetto: dalla costruzione dei network, alla definizione del programma di attività, dalla facilitazione dei workshop alla reportistica e comunicazione. Per ogni fase del percorso siamo in grado di selezionare gli opportuni strumenti di coinvolgimento per raggiungere gli obiettivi desiderati: valorizzazione di pratiche esistenti, generazione di idee, analisi di scenari di settore, definizione di progetti, attuazione operative di azioni in partnership. 

 

 

Progettazione partecipata per la Pianificazione urbanistica e lo Sviluppo territoriale

 

Da anni, la Smart & Sustainable City si è affermata come modello di sistema urbano innovativo in grado di integrare innovazione e Sostenibilità  su  aspetti ambientali, energetici, tecnologici, ma anche sociali e culturali. Istituzioni, imprese e organizzazioni della società civile hanno l’opportunità di sviluppare una nuova governance per dare forma a territori e città inclusive, innovative e sostenibili, unendo i nuovi strumenti tecnologici ad approcci di dialogo e partecipazione delle persone.

Nei prossimi anni, la transizione verso un nuovo modello di città e territori sostenibili vedrà crescere l’esigenza di coinvolgimento e di sperimentazione di nuove forma di collaborazione tra attori locali sui temi dell’energia, del welfare, dell’urbanistica e della produzione industriale. 

Come Focus Lab, da circa 20 anni sviluppiamo progetti di supporto allo sviluppo di sistemi urbani e territoriali sostenibili, facilitando percorsi e partnership tra Enti Pubblici e organizzazioni private. Siamo facilitatori professionisti con alle spalle oltre 1100 eventi di partecipazione, 32.000 stakeholder coinvolti in più di 300 progetti. Utilizziamo approcci di Stakeholder Engagement, Progettazione Partecipata e Design Thinking su temi di Urbanistica, Pianificazione Strategica e di Settore, Sviluppo Locale, Green Economy, Riqualificazione edilizia e Mobilità Sostenibile.

Seguiamo l’intero ciclo di vita del progetto, utilizzando metodi diversi a seconda del contesto e degli obiettivi. Affianchiamo diverse tecniche di facilitazione per stimolare il dialogo, generare idee, costruire scenari condivisi, co-progettare nuovi prodotti/servizi, scambiare esperienze e competenze. Tra le tecniche di interazione utilizzate, annoveriamo EASW UE (European Awareness Scenario Workshop), Bar Camp, World Cafè, Project Cycle Management (PCM), Project Canvas / Business Model Canvas, Open Space Technology, Forum Multistakeholder, Focus Group, Webinars.

Abbiamo lavorato su più di 100 progetti su vari ambiti di Smart City e Sostenibilità urbana con Comuni, Province, Regioni italiane, Unione Europea, imprese, organizzazioni no-profit. Abbiamo svolto oltre 40 iniziative di ricerca-intervento e ricerca teorica, surveys e indagini sul campo per approfondire e stimolare nuove idee sostenibili, innovative e Smart.

Fasi-Obiettivi di Engagement
• Context Analysis
• Idea Generation – Workshops di generazione di idee
• Experiential Learning
• Scenario Building – Creazione di scenari
• Project Planning / Action Planning – co-progettazione 
• Valutazione – Monitoraggio

 

 

I referenti SNPA a confronto in un workshop sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

 

Qual è il ruolo tecnico e strategico del Sistema delle agenzie ambientali nel quadro della Strategia nazionale e regionale per l’Agenda 2030 Onu da realizzare su scala nazionale e regionale? Come allineare i diversi livelli di conoscenze e impegno attualmente esistenti nelle diverse Arpa regionali per i 17 Sdg? Ad alcuni di questi quesiti si è cercato di rispondere con un primo workshop di confronto e co-progettazione tenutosi a metà maggio, ospitato presso la Regione Emilia- Romagna e promosso dal Centro tematico regionale Educazione alla sostenibilità di Arpae Emilia-Romagna.


Un processo di posizionamento verso l’Agenda 2030

Il posizionamento fa parte di un processo articolato in vari eventi durante il 2019, supportato da Focus Lab: tre workshop mirati, di cui uno oggetto di questo articolo, con referenti delle Agenzie, due finalizzati a definire opportunità, priorità di azione e strumenti sul ruolo e contributo della rete dei Centri per l’educazione ambientale e alla sostenibilità (Ceas) per la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. Il percorso prevede la redazione di un Quaderno guida “Gli Sdg nell’educazione alla sostenibilità”.


Le Agenzie per l’Agenda 2030. Work in progress

Il primo workshop è stato strutturato in due sessioni e 3 gruppi di lavoro composti da 25 referenti: una prima fase di analisi della situazione esistente e di allineamento delle conoscenze dei partecipanti sull’Agenda 2030, realizzata attraverso un’analisi Swot su elementi positivi, criticità, opportunità e rischi per il Sistema delle Agenzie. Una seconda sessione di confronto focalizzata sul ruolo delle Agenzie sull’Agenda 2030, priorità di azione, condizioni di successo, possibili strumenti gestionali e potenziali partner.


Analisi dei punti di forza, criticità, opportunità e rischi

La prima fase di analisi ha fatto emergere numerosi punti di forza esistenti: in particolare, il livello consolidato di conoscenze e competenze complete e differenziate rispetto ai temi ambientali, il possesso di un patrimonio di dati unico, così come l’alta specializzazione del personale sono fondamentali per posizionarsi operativamente sugli Sdg, la presenza capillare su tutto il territorio nazionale, che consente costanti attività di monitoraggio e analisi di supporto a decisioni pubbliche nei vari territori.

Tra i punti di debolezza sono stati invece individuati il focus quasi esclusivo sulle matrici ambientali, con una settorialità e verticalità delle competenze che raramente integra gli aspetti della sostenibilità economica e sociale. Anche le difficoltà nella governance del Sistema delle Agenzie e le disomogeneità territoriali, associate alla dipendenza da scelte e cambiamenti legati alla politica regionale o nazionale, rendono difficile una visione a medio-lungo termine condivisa e non facilitano l’adozione di azioni trasversali. In ultimo, la comunicazione esterna con vari stakeholder non risulta sempre efficace e valorizzata adeguatamente, anche a causa di un linguaggio connotato da tecnicismo comunicativo.

Le opportunità offerte dall’Agenda 2030 per le Agenzie sono multiple: la possibilità di integrare le conoscenze e le competenze esistenti ambientali su dimensioni sociali ed economiche per consentire di interpretare gli aspetti della sostenibilità in modo integrato; la possibilità di valorizzare il patrimonio di dati a disposizione per promuovere il ruolo istituzionale e autorevole del Snpa per Agenda 2030 su scala regionale e nazionale; la definizione di un piano strategico Agenda 2030 di Snpa attraverso la task force dedicata per programmare e coordinare azioni tra le varie Agenzie; l’occasione per migliorare le relazioni e servizi per collaborare con vari stakeholder locali, migliorando la capacità di farsi comprendere da mondi non tecnici.

I rischi individuati sono rappresentati dalla possibilità che il Sistema rimanga vincolato a una visione prettamente ambientale e frammentata, venendo superato da altri soggetti come attore chiave sugli aspetti dell’Agenda 2030 e della sostenibilità. La percezione esterna dell’Agenzia ambientale come semplice “datificio”, che produce conoscenza senza conseguente capacità di trasformarla in competenza e azioni, può essere generata dalla scarsa abilità nel realizzare azioni concrete per l’attuazione dell’Agenda, anche per mancanza di strategie, risorse e programmazione dedicati.


Nuove azioni e strumenti attuativi

A seguito delle attività di valutazione del contesto esistente e potenziale, i referenti delle Agenzie hanno individuato 23 idee- proposte di lavoro e strumenti attuativi che possono essere messi in campo da Snpa. Le azioni proposte sono di tipo tecnico-analitico, gestionale, relazionale e informativo.

Tra le principali emerge la predisposizione di un set di indicatori dedicati per fornire supporto al monitoraggio dei risultati delle Strategie nazionale e regionali per l’Agenda 2030, l’attivazione di una partnership con Istat per l’integrazione Snpa nel sistema statistico nazionale (Sistan). Un altro ambito di azioni riguarda il rafforzamento della governance interna tra le Agenzie per l’Agenda 2030 Onu. Una rete di riferimento Snpa per gli Sdg potrebbe garantire una pianificazione strategica, operativa e una attività di rendicontazione sugli Sdg, attraverso uno specifico Piano d’azione Sdg Snpa, costituito da un set di obiettivi di lungo periodo Snpa per Agenda 2030.

Sul fronte della rendicontazione di sostenibilità, si propone di sviluppare un Bilancio di sostenibilità di Snpa, contenente una sezione specifica su Agenda 2030. Le Arpa potrebbero inoltre farsi carico di realizzare una declinazione regionale delle Linee guida internazionali per il reporting di sostenibilità (es. Gri e Sdg Index, le più utilizzate a livello internazionale).

Nell’ambito delle collaborazioni, si segnala la necessità di collaborare di più e meglio con gli stakeholder di riferimento classici (enti di governo), ma anche di attivare e sperimentare relazioni con vari stakeholder a diversi livelli territoriali con accordi dedicati.

Sul fronte della comunicazione esterna, si condivide la necessità di utilizzare un mix di strumenti di comunicazione tradizionali off-line e social, declinato per diversi target di destinatari. Altre proposte hanno infine riguardato la creazione di una piattaforma web delle Agenzie per i 17 Sdg, lo sviluppo di un sistema di Educazione alla sostenibilità riconosciuto all’interno del Snpa e il confronto periodico di pratiche con altre Agenzie ambientali estere sulle implicazioni operative nell’attuazione dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 Onu.

 

 

L’industria ceramica italiana per l’Agenda 2030 ONU. Una Review dei progetti di Sostenibilità del settore

 

Ad inizio 2019, Confindustria Ceramica ha promosso una prima Review di settore, realizzata da Focus Lab, al fine di fare emergere le principali azioni realizzate, già coerenti con diversi SDGs. La Review ha evidenziato complessivamente 52 tra progetti, iniziative e pratiche rilevanti sviluppate dal settore negli ultimi anni.

La Review di settore realizzata è uno dei primi casi in Italia, e consente di posizionare l’industria ceramica italiana, con due obiettivi di fondo: il primo mira a inquadrare e distinguere le principali azioni di Sostenibilità realizzate e in corso nel settore su diverse dimensioni Green Management, Salute Sicurezza, certificazioni di prodotto green, Education con Mondo Scuola, eventi culturali verso vari Stakeholders chiave, come clienti, progettisti, influencers, dipendenti, fornitori, Pubblica Amministrazione, enti di controllo, enti di ricerca, agenzie di promozione commerciale.

Il secondo obiettivo è quello di individuare nuove aree di sviluppo e azioni in ottica di miglioramento continuo e sostenibilità integrata, con target per singole imprese e come settore, con metriche di valutazione dedicata, con nuove opportunità di partnership, e con una visione e profilo di responsabilità sociale locale e globale.

 

 

La ceramica gioca la carta sostenibilità per lo sviluppo

 

Il 99,5% degli scarti di produzione e depurazione viene riutilizzato al- l’interno del ciclo produttivo e oltre l’8% delle materie prime arriva dalla parte di materiali solidi riciclati. Il 99% delle polveri e il 90% delle emissioni di piombo e fluoro è abbattuto negli impianti di depurazione. Il consumo di energia è stato tagliato del 40% nelle ultime tre decadi.

Quasi il 24% delle merci in entrata e in uscita si sposta su ferro (più del doppio della media nazionale). E il distretto di Sassuolo ha il primato europeo per diffusione del marchio Ecolabel, con 10mila linee di prodotto certificate. Sono solo alcuni dei numeri della filiera ceramica italiana messi nero su bianco nel primo rapporto “L’industria ceramica italiana per l’Agenda 2030 Onu Sustainable Development Goals (SDGs)”.

Un report pilota in Italia nel settore industriale, commissionato da Confindustria Ceramica alla società di ricerca modenese Focus Lab, per mappare la corrispondenza delle azioni del comparto rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, articolati nei 169 target da raggiungere entro il 2030 – in base all’accordo sottoscritto nel settembre 2015 da 193 Paesi – riclassificando i progetti in base a un approccio che mette sullo stesso piano scelte ambientali, sociali ed economiche.

«Il Report è una ricognizione su un settore che, da oltre 40 anni, ha messo la sostenibilità al centro delle proprie iniziative – sottolinea il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani – sia attraverso iniziative di singole aziende, sia con azioni comuni dell’intero settore. Se agli inizi il te- ma era la semplice riduzione dell’inquinamento, oggi si è sviluppata una maggiore coscienza su tutti i temi e gli ambiti della responsabilità sociale di impresa verso tutti gli stakeholder, dipendenti, clienti, fornitori».

Sono 55 i progetti del settore ceramico finiti sotto la lente di Focus Lab, una delle poche B Corporation italiane, specializzata sui temi della sostenibilità. Ventitré dei 55 progetti rientrano nel Goal 12 sui Modelli sostenibili di produzione e di consumo, sette progetti nel Goal 9 (Innovazione sostenibile), sei nel Goal 8 (Crescita economica inclusiva e duratura con piena occupazione e lavoro dignitoso per tutti) e gli altri si distribuiscono su ulteriori sei obiettivi dei 17 dell’Agenda 2030, in diversi casi influenzando più ambiti contemporaneamente. «Questo primo check-up evidenzia che esiste un diffuso orientamento verso gli obiettivi di sostenibilità nel settore ceramico – sottolinea l’ad di Focus Lab, Walter Sancassiani -.

Manca però spesso nelle aziende la consapevolezza del valore di questi investimenti, che hanno un grande impatto in termini non solo di reputazione e trasparenza ma anche di opportunità commerciali in un mercato globale sempre più sensibile ai temi green e di equità sociale. Terminata questa fase di self-assessment e di benchmarking è importante ora passare alla fase due, per mettere in pista azioni correttive e migliorative attraverso una governance chiara e sistemi di misurazione dei traguardi raggiunti. In questa direzione potrebbe essere utile una guida per il settore che aiuti l’applicazione operativa dei 17 SDGs».

«È dal 2012 che collaboriamo con Confindustria Ceramica sui temi della sostenibilità ambientale attraverso uno specifico protocollo operativo che impegna le aziende a trasmettere ogni anno i dati sui parametri ambientali e le emissioni che poi confluiscono in un Rapporto ambientale di settore», sottolinea Paola Gazzolo, assessore alle Politiche ambientali della Regione Emilia-Romagna.

La sensibilità ai temi green del comparto si misura non solo dalle performance avanzate raggiunte per tutti e 35 gli indicatori ambientali monitorati dalla Regione e confluiti nel Report sugli SDGs, ma dai continui investimenti in tecnologie per le lastre sottili, il digitale, gli inchiostri organici, che stanno portando a ridurre drasticamente il fabbisogno idrico, energetico, di materie prime e prodotti chimici. «La ceramica si conferma uno dei più importanti motori della nostra economia – rimarca Gazzolo – perché con le sue oltre 90 imprese dà lavoro a più di 18mila persone, esporta quasi 4 miliardi di euro l’anno. Ed è il nostro fio- re all’occhiello per la certificazione Ecolabel: il 91% delle imprese certificate in Italia è emiliano-romagnolo».

Conclude il presidente Savorani: «Nel futuro dovremo prendere maggiormente coscienza degli obiettivi Onu e sviluppare ulteriori azioni in questa direzione. E avviare politiche di comunicazione che, a partire dal prossimo Cersaie, dovranno raccontare questa eccellenza affinché gli acquisti premino i prodotti e le imprese attente al futuro del pianeta».

Il Sole 24 Ore
Giovedì 4 Luglio 2019

 

 

1° workshop 2019 | Rete Welfare Aziendale Territoriale Modena 2019

 

Il 20 febbraio, presso Charitas APS, si è svolto il 1° Workshop 2019 della Rete Welfare Aziendale Territoriale Modena.

Dopo un aggiornamento sul progetto e la presentazione degli obiettivi e delle attività 2019, nella prima parte del Workshop si è svolto l’intervento di Elena Frascaroli della Cooperativa l’Ovile, la quale ha illustrato le caratteristiche della Certificazione Family Audit, ottenuta dalla sua Cooperativa.

La seconda parte dell’evento ha visto lo svolgimento dei workshop di co-progettazione sui due progetti pilota 2019:

– il progetto Welfare Card, una sperimentazione di servizi di Welfare scontati per i dipendenti delle aziende facenti parti della Rete

– il progetto relativo alla sperimentazione di servizi di cura domiciliare come servizio di Welfare Aziendale per le aziende della Rete

> Vai alla pagina web del progetto Rete Welfare Aziendale Territoriale Modena

> Vai alla nostra sezione CSR Manager 

 

Volontariamo – Giornata di Volontariato d’Impresa

 

Mercoledì scorso 20 febbraio Focus Lab ha partecipato a Volontariamo, giornata di volontariato d’impresa organizzata da Banco BPM presso Charitas ASP, azienda di servizi alla persona che svolge servizi assistenziali per disabili.

Alla giornata hanno partecipato circa 20 dipendenti, appartenenti a Banco BPM, Focus Lab e ad altre due imprese profit del territorio modenese: Chimar spa e Controllo Qualità srl. Era inoltre presente Aut Aut Modena onlus per l’autismo, associazione che dal 2003 sostiene le famiglie con persone autistiche nella provincia di Modena attraverso la promozione e il coordinamento di progetti di formazione, assistenza e raccolta fondi.

Nella prima parte della giornata i volontari sono stati accompagnati in una visita alla struttura di Charitas ASP, realtà attiva sul territorio modenese da oltre 70 anni, la quale risponde ai bisogni delle oltre 90 persone con disabilità psico-fisica grave assistite dai 120 operatori dell’azienda di servizi alla persona.

Successivamente i volontari si sono divisi nelle varie attività a supporto degli utenti: piegatura e sistemazione abbigliamento degli ospiti, preparazione di pasta fresca nelle cucine della struttura, raccolta di foglie del cortile, accompagnamento a piedi dei disabili e pulizia dei vetri.

 

Lezioni di Sustainability Management presso l’Istituto Selmi di Modena

 

Focus Lab ha svolto oltre 30 ore di formazione per le classi 3ª e 4ª dell’indirizzo Biotecnologie Sanitarie dell’Istituto F. Selmi di Modena, sui seguenti temi: 
- Introduzione al Sustainability Management
– Policy Ambientale
– Valutazione degli impatti ambientali di prodotto lungo il ciclo di vita
- Ecodesign, Certificazioni ambientali e comunicazione-reporting
– Project Work.
Il progetto è promosso da Confindustria Ceramica. 

> Vai alla nostra sezione Capacity Building

 

Organizzazione di eventi e percorsi di Stakeholder Engagement

 

Gli approcci più avanzati alla gestione degli aspetti di Sostenibilità delle organizzazioni prevedono l’integrazione delle aspettative e degli interessi degli Stakeholders (dipendenti, fornitori, clienti, comunità, ecc.) come elemento chiave per definire strategie e obiettivi di sostenibilità efficaci, generare idee, condividere scenari, co-progettare e valutare i risultati delle attività. In quest’ottica, lo Stakeholder Engagement è uno strumento che può essere utilizzato da ogni organizzazione con differenti livelli di coinvolgimento e tecniche di interazione.

Come Focus Lab, siamo tra le principali società in Italia in termini di esperienza e competenza sul tema. Offriamo da vent’anni servizi di ideazione e coordinamento tecnico di eventi e processi di dialogo e co-design utilizzando approcci di Design Thinking e tecniche di facilitazione strutturate all’interno di percorsi di community, employee, supplier, customer engagement, ed eventi di coinvolgimento multistakeholder. 

In 20 anni, abbiamo lavorato con oltre 250 organizzazioni tra cui imprese, Enti Pubblici e mondo no-profit in progetti di Stakeholder Engagement nazionali e internazionali, coinvolgendo oltre 32.000 stakeholders in più di 1100 eventi dedicati a singoli ambiti di sostenibilità o strutturati in modo trasversale, rivolti a una o più categorie di attori e sviluppati con diversi livelli di complessità, anche di supporto alla realizzazione di Analisi di Materialità e Bilanci di Sostenibilità.

Concretamente, offriamo supporto alle organizzazioni per mappare, analizzare e coinvolgere i propri portatori di interesse in eventi o percorsi strutturati di Stakeholder Engagement. Forniamo coordinamento tecnico e servizi di facilitazione in linea con gli Standard GRI e AA1000 SES. 

Coordiniamo Laboratori di aziende e Reti territoriali multi-stakeholders su temi di Sostenibilità e CSR per il confronto, lo scambio di pratiche in corso e la co-progettazione in partnership. 

Tecniche di facilitazione utilizzate
• EASW UE (European Awareness Scenario Workshop)
• Bar Camp
• World Cafè
• Project Cycle Management (PCM)
• Project Canvas / Business Model Canvas
• Open Space Technology
• Forum Multistakeholder
• Focus Group
• Webinars 

Fasi-Obiettivi di Engagement
• Context Analysis
• Idea Generation – Workshops di generazione di idee
• Experiential Learning
• Scenario Building – Creazione di scenari
• Project Planning / Action Planning – co-progettazione 
• Valutazione – Monitoraggio