Diritto alla riparazione: cosa cambia (e perché l’Italia non è ancora pronta)

 

 

Il 31 luglio 2026 doveva essere la data spartiacque per il diritto alla riparazione in Europa: il termine entro cui tutti gli Stati membri erano chiamati a recepire la Direttiva (UE) 2024/1799. Una scadenza che, come spesso accade nel percorso di attuazione delle norme UE, si è rivelata più indicativa che effettiva.

A oggi, infatti, l’Italia non ha ancora completato l’iter di recepimento. Lo schema di decreto legislativo che modificherà il Codice del Consumo è stato esaminato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 2 luglio 2026 e trasmesso alle Camere il 9 luglio, ma deve ancora ottenere il parere delle commissioni parlamentari, tornare in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva ed essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Fino a quel momento, i nuovi obblighi non sono esigibili nel nostro Paese: una direttiva non recepita non può essere fatta valere da un consumatore nei confronti di un’impresa. Il ritardo, del resto, non è un’eccezione italiana: alla scadenza del 31 luglio solo tre Stati membri su ventisette risultavano aver completato il recepimento.

Per le imprese, però, il ritardo normativo non è un buon motivo per rimandare la riflessione.

Cosa prevede la direttiva

La Direttiva Right to Repair nasce nel solco del Green Deal europeo e della New Consumer Agenda, con l’obiettivo di rendere la riparazione un’alternativa reale alla sostituzione dei beni. Si inserisce in un quadro già esistente:

  • si affianca alla direttiva sui contratti di vendita di beni (UE 2019/771), che obbliga il venditore a riparare in caso di difetto di conformità entro il periodo di garanzia;
  • integra il Regolamento Ecodesign a monte, sul lato della progettazione dei prodotti;
  • e la direttiva sulle pratiche commerciali sleali a valle, sul lato della comunicazione al consumatore;
  • introduce inoltre un elemento nuovo: l’obbligo di riparazione anche dopo la scadenza della garanzia legale per alcuni beni (lavatrici, lavastoviglie, apparecchi di refrigerazione, display elettronici, aspirapolvere, apparecchiature di saldatura, server, smartphone, telefoni cordless e tablet). Per questi prodotti, il fabbricante è tenuto a riparare su richiesta del consumatore, a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli, salvo che la riparazione sia oggettivamente impossibile. Non potrà utilizzare clausole contrattuali che ostacolino la riparazione, né rifiutarsi di intervenire su un bene già riparato da un tecnico indipendente. Chi sceglie la riparazione invece della sostituzione, inoltre, vedrà la garanzia legale prorogata di 12 mesi.

Le altre novità in arrivo

  • Modulo europeo di informazioni sulla riparazione: uno strumento standardizzato, a compilazione facoltativa per il riparatore, che riporta prezzo, tempi, disponibilità di un bene sostitutivo e luogo di consegna, per confrontare in modo trasparente le offerte.
  • Obbligo di informazione: i produttori dovranno rendere facilmente accessibili le condizioni del proprio servizio di riparazione, incluse le indicazioni sui prezzi medi applicati.
  • Piattaforma online europea per la riparazione: entro 36 mesi dall’entrata in vigore della direttiva, una piattaforma con sezioni nazionali aiuterà i consumatori a individuare riparatori, venditori di beni ricondizionati e iniziative come i repair café.
  • Strategie nazionali di promozione: entro 60 mesi, gli Stati membri dovranno notificare alla Commissione le proprie misure di incentivo alla riparazione (voucher, campagne informative o corsi).

Perché conviene muoversi già ora

Il ritardo nel recepimento non significa che il tema possa aspettare. Il diritto alla riparazione si inserisce in un mosaico normativo più ampio, quello dell’Ecodesign e del passaporto digitale di prodotto, che spinge le imprese a ripensare durabilità, riparabilità e accesso ai ricambi come requisiti strutturali della progettazione, non come adempimenti dell’ultimo miglio. Le aziende che iniziano fin da ora a costruire processi di manutenzione, reti di assistenza trasparenti e comunicazione chiara verso il consumatore si troveranno pronte quando gli obblighi diventeranno esigibili, e potranno nel frattempo trasformare la riparabilità in un elemento competitivo del proprio posizionamento.

Anche quando la norma è ancora in cammino, la Sostenibilità resta una scelta di visione: chi la anticipa oggi sarà pronto domani.

Il primo semestre 2026 di B Local Modena

 

B Local Modena è la prima sperimentazione in Italia di un Network di imprese locali certificate B Corp, nata nel 2025 con tre obiettivi: Networking, Advocacy e Partnership. A un anno dall’avvio, facciamo il punto sui progetti e le iniziative realizzate nel primo semestre 2026.

Ne fanno parte attualmente 19 imprese di 11 settori diversi: Acetum, Achab, ASZ Moore, Bulgarelli Production, Dispensa Emilia, Doxee, Florim, Focus Lab, Garc, Garc Ambiente, Italgraniti Group, Kerakoll, KF, Palm, Pindarica, Studio 3, Stria, Terratinta Group e Venturini Baldini.

Realtà molto diverse tra loro, che insieme aggregano un fatturato complessivo di 1,8 miliardi di euro e contano circa 6.200 dipendenti. Un ecosistema imprenditoriale che ha già realizzato 17 iniziative di sostenibilità nel primo anno di attività, e altrettante sono in corso nel 2026.

I progetti vengono sviluppati attraverso 4 tavoli tematici di co-progettazione: Cultura, Comunità, Circolarità e ClimaTavolo Cultura: incontri con le Università locali, organizzazione e coordinamento dei Panel B Local per il Festival dello Sviluppo Sostenibile ASviS.

  • Tavolo Comunità: Partnership in progetti a impatto sociale con Enti del Terzo Settore (durante tutto l’anno), eventi in occasione delle giornate tematiche ONU, colletta alimentare.
  • Tavolo Circolarità: creazione di una piattaforma di E-learning rivolta ai fornitori delle aziende di B Local, per approfondire la Sostenibilità in tutti i suoi aspetti ambientali, sociali e di Governance.
  • Tavolo Clima: mappatura delle Best Practice di mitigazione e adattamento climatico delle aziende di B Local, secondo i nuovi Standard V2 B Corp.

Dall’inizio dell’anno, grazie al coordinamento di Focus Lab, sono stati organizzati 3 Workshop, ospitati da due B Corp, Dispensa Emilia e Venturini Baldini, e da Food For Soul, no-profit modenese. Un’occasione preziosa per visitare le aziende aderenti alla Rete, co-progettare all’interno dei 4 tavoli di lavoro e conoscere diverse realtà del territorio, scoprendo nuove opportunità di collaborazione.

Principali eventi del primo semestre

La rete di imprese B Local Modena, grazie al coordinamento di Focus Lab, ha partecipato al Festival ASVIS dello Sviluppo Sostenibile 2026 con due eventi dedicati alla comunicazione della Sostenibilità, per approfondire i nuovi requisiti e limiti della comunicazione sostenibile dopo l’entrata in vigore della Direttiva UE Empowering Consumers for the Green Transition (ECGT), e i metodi creativi, dall’IA al teatro, per raggiungere in modo efficace pubblici diversi.

Sempre nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, si è tenuto un Talk speciale in formato Speed date, facilitato da Focus Lab, tra 11 studenti di Economia e Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia e 5 imprenditori di aziende di B Local, faccia a faccia.

Per la Giornata Mondiale dell’Ambiente ONU, 70 persone tra dipendenti delle imprese di B Local Modena, educatori e ospiti dell’Associazione Porta Aperta Modena ODV hanno celebrato la ricorrenza con un’azione concreta: attività di Plogging (raccolta di rifiuti abbandonati mentre si cammina) in aree verdi di diverse zone della provincia di Modena e non solo. Ogni azienda ha agito nel proprio territorio, restituendo porzioni più pulite e curate.

Da poco si è concluso il Workshop 2026, ospitato da Refettorio Modena, progetto di Food For Souls con lo scopo di offrire pasti a comunità fragili, recuperando ingredienti destinati allo spreco.

Il Workshop ha visto l’avanzamento dei lavori sui 4 tavoli e la nascita di nuove idee, per rafforzare l’impatto positivo sulla comunità locale.

 

Insieme per il cambiamento al Summit italiano delle B Corp

 

Il 14 e 15 maggio, Firenze ha ospitato il Summit italiano delle B Corp, due giorni di confronto e lavoro collaborativo tra oltre 350 referenti di imprese certificate B Corp, tra le sale del The Social Hub e il palco del Teatro della Pergola.

Il primo giorno: innovazione e responsabilità

Durante la prima giornata si sono avvicendati sul palco del Teatro della Pergola relatori e relatrici che hanno esplorato il tema dell’innovazione ambientale e culturale. L’attivista climatica Clover Hogan ha mostrato come le imprese possano trovare slancio e direzione anche nell’attuale contesto di incertezza e crisi crescente, mentre il filosofo della scienza Telmo Pievani ha portato una riflessione sull’interdipendenza come strumento per costruire un’economia rigenerativa e più giusta, capace di redistribuire il costo della crisi climatica in modo equo tra paesi e generazioni.

A concludere la giornata il panel “Il Potere di Agire Insieme: le Azioni Collettive delle B Corp”, durante il quale Focus Lab, accanto a rappresentanti di CO2alizione, Impact Coalition e Packaging Coalition, ha raccontato l’esperienza di B Local Modena: una rete di 19 imprese B Corp e Benefit appartenenti a 11 settori diversi, dalla grande impresa alla micro-realtà, che insieme sviluppano un fatturato globale di 1,8 miliardi di euro e contano circa 6.200 dipendenti. Un ecosistema imprenditoriale con oltre 200 progetti di sostenibilità ambientale, sociale e di governance, che nel 2025 ha realizzato 17 iniziative su tematiche di Circolarità, Cultura, Comunità e Clima. Una dimostrazione concreta di cosa significhi costruire reti territoriali di impatto, con tre pilastri chiari: networking, advocacy e partnership.

Il secondo giorno: standard, priorità e direzioni concrete

La mattina del secondo giorno The Social Hub di Firenze ha ospitato le sessioni di approfondimento sui Nuovi Standard, grazie a testimonianze di B Corp che si stanno cimentando nella certificazione con gli Standard V2 e attraverso sessioni di confronto sui nuovi Argomenti di Impatto: diritti umani, missione e Stakeholder Governance,  giustizia, equità, diversità e inclusione, relazioni istituzionali e azione collettiva, lavoro equo, azione per il clima, circolarità e tutela ambientale.

Nel pomeriggio il palco ha ospitato una riflessione collettiva sull’importanza di una comunicazione trasparente e basata sui dati, con un invito a contrastare sia il Greenwashing che il Greenhushing. Spazio anche alla premiazione delle aziende B Corp che per prime hanno presentato la domanda di certificazione con i nuovi standard V2. A chiudere l’evento, la visione in anteprima del video celebrativo per il 20° anniversario dalla fondazione di B Lab:. Il risultato è oggi un ecosistema di oltre 10.000 aziende certificate in 100 paesi, impegnate a promuovere una trasformazione sistemica.

Ed è proprio in questa visione che Focus Lab si riconosce: certificata B Corp da 10 anni e da 25 anni al fianco di imprese, enti pubblici e organizzazioni no-profit nei loro percorsi di cambiamento, vive eventi come questo come occasioni preziose di stimolo e conferma a fare di più, e meglio.

Curiosità: nuovi progetti nati durante il Summit

Il Summit non è stato solo dialogo: ha generato anche azione concreta. Attraverso la partnership con Treedom è nata la Foresta dei Nuovi Scenari, a sostegno della sicurezza alimentare delle comunità locali. Con WAMI – Water with a Mission il Summit è diventato water-equal, garantendo oltre 250.000 litri di acqua potabile a una famiglia in Nicaragua. OMTRA1956 Società Benefit ha misurato tutti gli impatti generati dall’evento, con l’obiettivo di progettare future edizioni in modo sempre più consapevole. Infine, grazie alla collaborazione con zeroCO2, tutte le emissioni prodotte nelle due giornate sono state completamente compensate attraverso l’iniziativa zeroCARBON.

“Sostenibilità: una parola sfinita” due Talk al Festival Sviluppo Sostenibile

 

Focus Lab ha coordinato e facilitato due interventi ospitati presso Spazio F – Fondazione Modena, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026.

In qualità di coordinatori di B Local Modena, il primo network territoriale di aziende B Corp in Italia, abbiamo organizzato due interventi che hanno messo a confronto prospettive molto diverse su uno stesso tema: come si comunica davvero la sostenibilità oggi.

1° talk «Si può ancora dire green?»
Carlo Pietro Barbieri — ASZ Moore

Un’analisi chiara della Direttiva ECGT (European Green Claims Directive): perché è nata, cosa chiede concretamente alle imprese e come distinguere una comunicazione sostenibile che regge da una che rischia di configurarsi come greenwashing, anche in buona fede.

2° talk «Immagina, gioca, metti in scena». 
Paolo Silingardi — Achab Group

Come AI, gaming, rappresentazioni teatrali e linguaggi creativi possono diventare strumenti per parlare di sostenibilità in modo più coinvolgente. Con esempi concreti di progetti nelle scuole e con i giovani, dove il gioco diventa veicolo di un nuovo sguardo sul mondo.

Il filo rosso tra i due interventi? Non basta avere buone pratiche di sostenibilità, bisogna saperle raccontare. Con precisione e rispetto delle regole, come ci ricorda la Direttiva ECGT, ma anche con creatività e linguaggi nuovi, capaci di raggiungere anche le nuove generazioni.

Il senso di B Local Modena è anche questo: creare occasioni in cui le imprese del territorio si confrontano, si aggiornano e si contaminano a vicenda.




Focus Lab al Festival Sviluppo Sostenibile 2026 – Talk Green Tech

 

Nell’ambito del Festival per lo Sviluppo Sostenibile, Focus Lab ha organizzato e facilitato il talk Start Up locali per soluzioni Clean Tech. Esperienze intersettoriali a confronto, realizzato in collaborazione con l’Associazione per la Responsabilità Sociale di Impresa.

L’evento si è tenuto mercoledì 6 maggio 2026 presso il Laboratorio Aperto Ex AMCM di Modena (Viale Buon Pastore, 43), e h visto la partecipazione di:

 Adriano Cordisco – Refuel Solutions SpA

Startup modenese, ha sviluppato BiodieselKit: un sistema brevettato che converte i veicoli pesanti esistenti all’uso di biodiesel puro, riducendo le emissioni di CO2 del 90% senza sostituire il parco mezzi. Economia circolare applicata alla mobilità, dalla Motor Valley.

 Marco Marchetti – Mama Science Srl

Partendo da processi che replicano quelli naturali, Mama Science sviluppa biomateriali avanzati e nanotecnologie completamente privi di solventi tossici o biocidi. I loro prodotti si applicano dal settore packaging, con materiali alternativi alla plastica, ai trattamenti antibatterici per superfici, dall’agricoltura all’industria alimentare.

 Filippo Segata – ALPINVISION Srl

Startup trentina che ha sviluppato una piattaforma digitale all-in-one per la gestione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): dalla produzione alla condivisione dell’energia, con un impatto concreto sui territori locali.

Prof. Enrico Mattarelli – Progetto LINE, UniMoRe

Il team di ricerca del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” sta sviluppando una nuova generazione di generatori locali di potenza termica ed elettrica, compatibili con diversi combustibili alternativi, a supporto della generazione distribuita e delle comunità energetiche.

Un momento di confronto su transizione ecologica e innovazione tecnologica, con esperienze concrete di startup locali che operano nel settore Clean Tech.

Negli stessi spazi, Focus Lab ha messo a disposizione una mostra dedicata ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030: un percorso visivo che racconta sfide e soluzioni attraverso i 17 Goals, visitabile il 6 e 7 maggio.

Focus Lab a Change Now 2025: tre giorni a Parigi per immaginare il futuro che vogliamo

 

Dal 30 marzo al 1° aprile, una parte del team di Focus Lab ha partecipato a Change Now, il più grande festival europeo dedicato alle soluzioni per il pianeta, svoltosi come ogni anno a Parigi.

Tre giorni intensi, costruiti attorno a un’idea semplice ma radicale: il problema non è la mancanza di soluzioni — è la storia che ci raccontiamo sul futuro. Una narrazione spesso dominata dalla paura, che paralizza invece di mettere in moto.

Change Now funziona esattamente come antidoto a questa deriva. Panel, conversazioni, incontri con founder, ricercatori, attivisti e imprenditori da ogni parte del mondo. Startup che stanno reinventando settori interi — dalla circolarità all’agricoltura rigenerativa, dalle smart cities alla tutela della biodiversità, dall’educazione all’empowerment delle comunità. Imprese che dimostrano, dati alla mano, che un altro modo di fare business non è una promessa: è già realtà.

Una delle frasi che ci siamo portati a casa viene da Rob Hopkins: “Once every 200 years, we get to reimagine everything. It can be an impossible burden, or an amazing opportunity.” È esattamente questo che si respira a Change Now: la scelta consapevole di vivere questo momento storico come un’opportunità, non come una condanna.

Il festival ha coinciso anche con una ricorrenza significativa: i vent’anni della certificazione B Corp, un movimento globale che mette persone e pianeta al centro del modo di fare impresa. Per noi non è una data qualunque: da dieci anni facciamo parte di questa comunità, e coordiniamo B Local Modena, il primo network territoriale di B Corp in Italia. Celebrare questo traguardo insieme a migliaia di organizzazioni da tutto il mondo ha confermato, ancora una volta, che la direzione è quella giusta.

Siamo tornati con la testa piena di idee e connessioni nuove. Ma soprattutto con una convinzione rinnovata: esiste un ecosistema enorme di persone e organizzazioni che stanno già scegliendo una storia diversa. E noi vogliamo continuare a farne parte e a costruirla.



Pratiche di valorizzazione e inclusione delle Diversità Culturali nelle Organizzazioni

 

Come valorizzare le diversità culturali nelle organizzazioni, trasformandole in una risorsa per le persone e per l’impresa. Giovedì 12 marzo 2026, presso la Sala “Amerigo Francia” del Museo della Bilancia di Campogalliano, si è svolto il 3° Workshop 2025/2026 del progetto Rete Welfare Aziendale-Territoriale dell’Unione dei Comuni delle Terre d’Argine, coordinato da Focus Lab. L’incontro ha messo a confronto esperienze concrete di imprese e del Terzo Settore, con l’obiettivo di condividere approcci per l’inclusione e la valorizzazione delle diversità culturali nei luoghi di lavoro.

A dare il via all’incontro è stata l’Assessora Fania Ferrari del Comune di Campogalliano, che ha portato i saluti istituzionali. A seguire Focus Lab ha presentato le novità introdotte per il 2026 sul Portale della Rete Welfare, arricchito di nuovi servizi dedicati al benessere e alla vita lavorativa dei dipendenti delle aziende e degli enti aderenti. Il Portale è uno strumento gratuito che permette ai dipendenti e alle loro famiglie di accedere direttamente a oltre 90 servizi su 10 aree tematiche, di cui 30 gratuiti.

Federica Steffanini, Responsabile Risorse umane di CMB (Cooperativa Muratori e Braccianti) di Carpi, ha illustrato come un organico multiculturale possa essere gestito con attenzione e rispetto.

Le azioni messe in campo da CMB spaziano dalla sicurezza in cantiere mediante la diffusione di segnaletica multilingua, toolbox, meeting illustrati e tradotti, riunioni con mediatori culturali in arabo, rumeno e punjabi e video dedicati multilingua, fino alla creazione di spazi dedicati alla preghiera e alla gestione specifica dei rischi durante il periodo del Ramadan. Significativo è il “Programma 2121”, che favorisce l’inserimento lavorativo di persone detenute attraverso tirocini formativi: grazie al programma sono state inserite in organico quattro persone.

Infine, ha chiarito come la diversità culturale risieda anche nel confronto generazionale. La loro sfida è gestire efficacemente la coesistenza di generazioni diverse nella stessa azienda, che richiede un dialogo continuo tra esperienza e nuove competenze.

A seguire, Roberta Della Sala, Operatrice Sociale della Cooperativa sociale Il Mantello di Carpi, ha presentato l’ampio ventaglio di attività della cooperativa. Il Mantello opera su due fronti principali: l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e il settore socio-educativo, con particolare attenzione alla popolazione straniera del territorio.

Tra i servizi offerti si distinguono i corsi di italiano tarati sulle esigenze del mondo del lavoro, con contenuti pratici legati a procedure aziendali, sicurezza, lettura della busta paga e lavoro in team. A questo proposito, Roberta ha condiviso la testimonianza di un progetto di grande impatto, avviato di recente in collaborazione con un’azienda del settore della lavorazione delle carni: un corso di italiano applicato al lavoro che ha coinvolto 40 dipendenti stranieri. Il percorso ha dato risultati molto positivi, nonostante una sfida non secondaria: le lezioni si svolgevano fuori dall’orario lavorativo, al termine di turni spesso pesanti. La partecipazione attiva dei 40 lavoratori coinvolti ha testimoniato quanto un intervento coerente ai bisogni reali delle persone possa generare motivazione e coesione all’interno di contesti multiculturali.

Per ultima, Ilaria Facchini della Cooperativa sociale Eortè ha presentato il Laboratorio Gastronomico Sant’Anna, un progetto di reinserimento sociale attraverso il lavoro rivolto a detenuti. Attivo all’interno del carcere di Sant’Anna, il laboratorio produce pasta fresca e offre formazione professionale utile sia durante la detenzione che all’esterno del carcere. È stato calcolato che la recidiva di detenuti coinvolti in percorsi formativi di inserimento professionale crolla dal 70% al 2%.

Il progetto si propone come un’opportunità concreta per il territorio: attraverso la “vendita solidale”, è possibile acquistare i prodotti del laboratorio direttamente in azienda, contribuendo al reinserimento sociale dei detenuti.

Questo incontro ha confermano come investire nell’inclusione culturale non sia solo una scelta di responsabilità sociale, ma una leva concreta per migliorare il clima aziendale, la sicurezza e la produttività.

Il programma 2026 prosegue con due ulteriori appuntamenti: il Workshop del 16 aprile, dedicato alla gestione delle diversità di genere, e il Workshop del 23 settembre, incentrato sulla gestione delle neurodiversità.

Per ulteriori informazioni sul progetto e sul Portale Welfare:

www.retewelfareterredargine.it  |  info@retewelfareterredargine.it

Le nuove regole per le B Corp: intervista a Walter Sancassiani di Focus Lab

 

 

Il movimento B Corp sta attraversando una fase di profonda evoluzione. Andrea di Turi, della rivista Valori di Banca Etica, ha dedicato un approfondimento ai nuovi standard della certificazione di sostenibilità integrata, intervistando Walter Sancassiani, amministratore di Focus Lab, prima B Corp dell’Emilia-Romagna.

Che cosa significa essere una B Corp

Le B Corp sono imprese che scelgono volontariamente di misurare e migliorare i propri impatti ambientali, sociali e di governance attraverso uno standard internazionale rigoroso, promosso da B Lab. Non si tratta solo di “aziende sostenibili”, ma di organizzazioni che integrano la creazione di valore per la società nel proprio modello di business.

Focus Lab fa parte di questa comunità dal 2016: siamo stati tra le prime realtà italiane a ottenere la certificazione e nel 2025 abbiamo conseguito la nostra quarta ricertificazione, raggiungendo il secondo punteggio più alto in Italia, 154,2.

Cosa cambia con il nuovo standard B Corp

Nell’intervista, Walter Sancassiani racconta come il nuovo standard rappresenti una vera “prova di maturità” per il movimento. Le principali novità riguardano:

  • Sette aree di valutazione, più ampie e più stringenti: relazioni istituzionali e azione collettiva, diversità e inclusione, lavoro equo, circolarità e tutela ambientale, diritti umani, governance, clima.
  • Requisiti minimi per ogni area, superando la logica della compensazione tra punti forti e punti deboli.
  • Maggiore richiesta di evidenze documentali, per ridurre il rischio di greenwashing e rafforzare la credibilità del modello.
  • Allineamento alle direttive europee su rendicontazione e trasparenza.
  • Audit obbligatorio da parte di un ente terzo, a garanzia di verifiche più solide.

Questa evoluzione risponde sia alla crescita del movimento, oggi molto più ampio e diversificato rispetto agli esordi, sia alla necessità di preservarne radicalità e coerenza. L’aumento delle aspettative degli stakeholder e l’ingresso di aziende di grandi dimensioni hanno reso indispensabile un salto di qualità, anche se questo aumento di complessità potrebbe risultare una vera sfida per le piccole-medie imprese.

La vera efficacia di questi nuovi standard dipenderà dalla convinzione a fare azioni più impegnative da parte delle imprese, dalla qualità delle verifiche e dalla capacità di B Lab di mantenere una coerenza globale pur adattandosi ai contesti locali.

Una comunità che cresce: l’esperienza di B Local Modena

Nell’intervista si parla anche di B Local Modena, la prima rete territoriale italiana di 21 imprese certificate B Corp, co-promossa da Focus Lab a fine 2024. In un solo anno ha realizzato 17 iniziative di impatto condiviso, dimostrando come la collaborazione tra imprese possa generare valore per il territorio.

Sancassiani sottolinea come in Italia ci sia terreno fertile per lo sviluppo delle B Corp, grazie anche alla crescita delle società benefit, oggi circa 5.000, che hanno contribuito a diffondere una cultura d’impresa orientata al beneficio comune.

Leggi l’intervista completa sul sito di Valori.

 

Progetto Scuola 2030: Gli studenti del Muratori-San Carlo intervistano Focus Lab

 

Venerdì 16 gennaio abbiamo avuto il piacere di ospitare nella nostra sede 16 studenti della classe 5AL del Liceo Classico e Linguistico Muratori San Carlo di Modena.

Accompagnati dal loro insegnante, i ragazzi hanno intervistato Walter Sancassiani – CEO e fondatore di Focus Lab – per approfondire il lavoro di una piccola società di consulenza modenese che si occupa di Sostenibilità da 25 anni.

Le domande poste dagli studenti hanno toccato un tema che ci riguardano da vicino: il nostro approccio improntato all’integrazione di aspetti di sostenibilità ambientale e sociale, sia nel mondo imprese che nella pubblica amministrazione, attraverso diversi strumenti di co-progettazione.

I ragazzi hanno anche mostrato interesse ad altre tematiche quali l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, le sfide che incontriamo nel dialogo con imprese di diverse generazioni e il confine sottile tra sostenibilità autentica e greenwashing.

L’intervista, condotta dai giovani studenti, è stata riportata in un articolo per l’inserto settimanale “Scuola 2030” della Gazzetta di Modena, mentre la video-intervista è disponibile sulla pagina Instagram del quotidiano.

Il progetto Scuola 2030 coinvolge le scuole superiori modenesi, alcune classi delle medie e i giornalisti della Gazzetta di Modena. Ogni settimana una classe diversa ha l’opportunità di trasformarsi in redazione: gli studenti scelgono i temi da indagare, scrivono articoli, realizzano video e curano contenuti per i social.

Che siano stati proprio loro a scegliere la nostra realtà per il loro lavoro conferma una tendenza che ci fa ben sperare: le nuove generazioni dimostrano sensibilità e consapevolezza sui temi della Sostenibilità, con la volontà concreta di costruire un futuro più equo, etico e rispettoso dell’ambiente.

L’augurio che facciamo loro è che possano trovare la loro strada, anche fuori dai sentieri battuti, ma restando sempre fedeli ai loro valori e interessi per “Fare bene, stare bene  e fare del bene.

Guarda la video-intervista
 

Focus Lab presenta nuovi servizi di Sustainability Management – 30 x 30

 

 

In uno scenario globale segnato da instabilità geopolitica, crisi energetiche ricorrenti, cambiamenti climatici accelerati e nuove pressioni normative, le imprese sono sfidate a gestire e rafforzare la propria capacità di resilienza, senza rinunciare alla competitività e ad una visione orientata ad un futuro positivo e pro-attivo.

La sostenibilità non è una moda temporanea. L’innovazione sostenibile è una leva strategica per distinguersi commercialmente, anticipare rischi e nuovi trend, generare valore, relazioni solide con i propri stakeholder.

Per supportare le imprese in questa transizione, Focus Lab propone, oltre ai servizi consolidati da 25 anni di advisory per soluzioni mirate (come Bilanci di Sostenibilità, Strategie, Piani di Azione, Carbon Footprint, focus group tematici di approfondimento, progetti di partnership), una nuova offerta di servizi di Sustainability Management tematici integrati.

Con nuovi strumenti di analisi e operativi, per prevenire nuovi rischi in contesti complessi e di incertezza, costruire organizzazioni più robuste, consapevoli e capaci di competere responsabilmente.

Sono 5 servizi su aree tematiche di sostenibilità ambientale, sociale e di governance con oltre 30 potenziali strumenti gestionali adattabili ai contesti aziendali e 30 potenziali vantaggi.

Questi servizi nascono per accompagnare le imprese in un contesto in rapido cambiamento, offrendo soluzioni che uniscono visione strategica, know how aggiornato su tematiche di frontiera, competenze tecniche e di Engagement.

 

Mitigazione e Adattamento Climatico

Strumenti per valutare rischi e vulnerabilità climatiche, definire piani di mitigazione e adattamento, formare le persone e misurare le emissioni con metodologie dedicate di nuova impostazione. Un supporto strategico per aumentare il presidio dei temi materiali di sostenibilità aziendale e migliorare la resilienza e le performance e il profilo ESG.

Mobility Management Smart & Green

Riduzione di costi, ottimizzazione di tempi di spostamenti casa-lavoro, responsabilità sociale ambientale per la qualità urbana sono fattori di sostenibilità aziendale e responsabilità sociale. Analisi dei fabbisogni di mobilità, definizione di strategie e piani di mobilità sostenibile casa-lavoro, con strumenti di engagement dedicati, monitoraggio, gamification e valutazione degli impatti possono portare multipli vantaggi per l’azienda, i dipendenti e il territorio, urbani, economici, ambientali e per ia salute-benessere delle persone.

Stakeholder Engagement

Le idee a confronto sono il sale dell’innovazione. Nuove metodologie di Engagement per coinvolgere dipendenti, fornitori, comunità e clienti.  Con attività di allineamento, ascolto, motivazione, approfondimento tematico, doppia materialità, brainstorming e co-progettazione di azioni ESG, partnership mirate ESG, con mix di tecniche interattive in presenza e on-line, per coniugare creatività, problem solving e azioni purpose-driven.

Biodiversity Management

Anche la biodiversità è un fattore di competitività e rigenerazione del capitale naturale con il contributo delle aziende. Ridurre rischi e impatti su suolo e biodiversità, favorire i servizi eco-sistemici, sono nuovi criteri di valutazione e opportunità. Misurare gli impatti con indicatori dedicati, definire policy, coinvolgere fornitori della filiera per prevenire rischi “a monte”, definire obiettivi incrementali e misurabili aziendali sono un investimento per la sostenibilità d’impresa e un contributo alla rigenerazione dei territori e alla reputazione ESG dell’impresa.

Human Sustainability

La cultura d’impresa ad impatto positivo richiede approcci integrati con il meglio delle tecnologie e il meglio dell’intelligenza umana, come base fondante di ogni innovazione di prodotto e processo. Sono numerosi gli strumenti per mettere al centro le persone, valorizzare i talenti, la creatività orientata al risultato, la collaborazione tra colleghi, rafforzare la cultura aziendale e generare impatti sociali positivi.

 

Contattaci per un call di approfondimento o per costruire insieme un percorso personalizzato: info@focus-lab.it