VENTISETTE Digital e la comunicazione di Sostenibilità

 

 

La comunicazione della Sostenibilità ha sempre di più un ruolo chiave nel settore marketing per promuovere e valorizzare i propri prodotti o servizi, e per fornire informazioni riguardo agli impatti ambientali e sociali generati, rispondendo ad un reale bisogno di conoscenza da parte degli stakeholder

I servizi offerti da Focus Lab si integrano perfettamente con le modalità di comunicazione più creative e innovative, infatti è attiva da anni la collaborazione con VENTISETTE Digital Communication, azienda Società Benefit che si occupa di comunicazione, presenza e posizionamento digitale e social media.

Tra i vari progetti che segue, VENTISETTE pone particolare attenzione a quelli legati alla sostenibilità, come la realizzazione grafica di Bilanci di Sostenibilità, la loro sponsorizzazione attraverso video, o la creazione di portali e siti web che promuovono iniziative di sostenibilità sociale e ambientale.

Da quest’anno è anche presente una sezione sul sito dell’azienda interamente dedicata alla partnership con Focus Lab e alla presentazione dei servizi e dei progetti in ambito di Sostenibilità.

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World Cafè di Brainstorming di idee su miglioramento in COEM

 

Focus Lab ha organizzato e facilitato il Workshop World Cafè di Brainstorming di idee di miglioramento di sostenibilità per Ceramiche Coem, che si è tenuto ill 22 dicembre 2022 al Temporary Workspace di Fiorano Modenese (Mo).

All’attività di Engagement e co-apprendimento trasversale partecipato circa 60 dipendenti tra Area Manager, funzionari e impiegati di Coem (Stabilimenti di Fiorano e Roteglia).

Per il Workshop si è adottata la tecnica del World Café, che ha previsto una discussione “circolare-incrementale” su 3 aree tematiche di sostenibilità articolate in due tavoli tematici:

  • Sostenibilità Green (processi, gestione, acquisti, materie prime, ecc)
  • Sostenibilità Sociale – Dipendenti (benessere, qualità del lavoro, opportunità, ecc) e Sostenibilità Sociale – Comunità (partnership, sostegno, relazioni, ecc)

Dopo una introduzione in sessione plenaria sul percorso di Sostenibilità di Coem, sono stati illustrati i nuovi trend e opportunità per la Sostenibilità d’Impresa / ESG. Infine, sono stati spiegati gli obiettivi e le modalità di lavoro del Workshop.

Si sono svolte due sessioni da 30 partecipanti divisi nei due tavoli tematici. Ogni gruppo tematico i partecipanti hanno lavorato prima individualmente, poi con un confronto di gruppo. Ogni 30 minuti i partecipanti si sono spostati da un gruppo al successivo per validare-confrontare-integrare le idee emerse in una logica di contributi incrementali.

Al termine del lavoro per gruppi tematici, tutti i 60 partecipanti sono ritornati in sessione plenaria per la presentazione delle proposte di miglioramento sulle tre aree tematiche (Green, Social-Dipendenti e Social-Comunità), suddivise in 28 macrotemi, con potenziali 85 proposte di azioni.

Il Workshop di Brainstorming su idee di miglioramento, oltre ad essere stato un evento di formazione/engagement intersettoriale dei dipendenti, ha fatto emergere interessanti proposte di miglioramento ESG che forniranno supporto alla definizione delle nuove azioni di Sostenibilità di Coem.



PNRR e obbligo di conformità ai principi DNSH

 

 

Il pilastro centrale del Next Generation EU è il dispositivo RRF (Recovery and Resilience Facility)  che, tra i vari obiettivi, si propone di sostenere interventi che contribuiscano ad attuare l’Accordo di Parigi e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in coerenza con il Green Deal europeo. Il RRF ha una durata di sei anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione totale di 672,5 miliardi di euro.

Italia Domani, il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato dall’Italia, prevede investimenti e un coerente pacchetto di riforme, a cui sono allocate risorse per 191,5 miliardi di euro finanziate attraverso il RRF.

In base Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), tutte le misure dei Piani nazionali per la ripresa e resilienza (PNRR), sia riforme che investimenti, devono soddisfare il principio di “non arrecare danno significativo agli obiettivi ambientali”.

Tale vincolo si traduce in una valutazione di conformità, ex-ante, in itinere e ex-post, degli interventi al principio del Do No Significant Harm” (DNSH).

Questo principio è stato introdotto per la prima volta nel 2020 dal sistema di Tassonomia delle attività ecosostenibili, precisamente all’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852. Il Regolamento individua sei criteri per determinare come ogni attività economica contribuisca in modo sostanziale alla tutela dell’ecosistema, senza arrecare danno a nessuno degli obiettivi ambientali:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine;
  • economia circolare;
  • prevenzione e riduzione dell’inquinamento;
  • protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

A supporto delle Amministrazioni titolari di misure e i Soggetti attuatori degli interventi del PNRR, il MEF (Ministero dell’economia e delle finanze) ha predisposto una Guida Operativa per il rispetto del principio DNSH (circolare n.32 della RGS emanata in data 30 dicembre 2021 e aggiornata il 13 ottobre 2022). La Guida è composta da:

  • una mappatura che consente una immediata corrispondenza tra le Misure previste nel PNRR e le Schede Tecniche predisposte per singolo tema.
  • schede di autovalutazione dell’obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici per ciascun investimento;
  • schede tecniche relative a ciascuna “area di intervento” nelle quali sono riportati i riferimenti normativi, i vincoli DNSH e gli elementi di verifica.;
  • check list di verifica e controllo per ciascun settore di intervento, che dovrà compilare il Soggetto Attuatore dell’investimento per assicurare il rispetto dei principi DNSH;
  • appendice riassuntiva della Metodologia per lo svolgimento dell’analisi dei rischi climatici come da Framework dell’Unione Europea.

Al momento l’obbligatorietà del rispetto del principio DNSH si limita agli interventi finanziati nell’ambito del PNRR, ma è molto probabile che nei prossimi anni l’Unione Europea estenda tale condizione anche all’interno di altri programmi del Quadro Finanziario Pluriennale. In questa prospettiva il principio DNSH diventerà una condizione fondamentale per i grandi investimenti del futuro.

Focus Lab riconosce la rilevanza che questa novità normativa avrà nell’indirizzare gli interventi futuri attraverso un occhio di riguardo per la Sostenibilità, per questo si propone come partner per approcciare i principi DNSH e fornire supporto per la valutazione di conformità a tali requisiti.

Ridurre l’Impatto Ambientale con lo studio sul ciclo di vita di un Prodotto

 

 

Comprendere l’impatto di prodotti e servizi sull’ambiente è la base per rendere più sostenibili le filiere produttive a cui appartengono. In questo viene in aiuto la metodologia LCALife Cycle Assessment, che valuta l’impatto ambientale di un prodotto o servizio nel corso di tutto il suo ciclo di vita.

L’insieme di regole e linee guida sullo svolgimento di uno studio LCA trova la sua origine in due normative UNI, la ISO EN 14040 (2006) e la ISO EN 14044 (2018), la prima riguardante la “gestione ambientale, valutazione del ciclo di vita, principi e quadro di riferimento” mentre la seconda relativa alla “valutazione del ciclo di vita, requisiti e linee guida”.

Il calcolo spazia dalle fasi di progettazione del prodotto, alla sua produzione, sua distribuzione, uso e sua dismissione finale, restituendo i valori di impatto ambientali associati al suo ciclo di vita.

Al termine dei calcoli, il valore di impronta ambientale di un prodotto/servizio viene così restituito secondo diverse “categorie di impatto”, che rappresentano tutti i diversi impatti che questo genera nei vari comparti ambientali.

Ad esempio, una delle categorie di impatto è l’aumento dell’effetto serra antropogenico (Global Warming Potential – 100 years), misurato sulla base della quantità di emissioni di CO2eq in atmosfera generate dai consumi di energia e materia dentro il ciclo vitale di un prodotto o di un servizio. In questo senso la Carbon Footprint di Prodotto (o Servizio) rappresenta allora un sottoinsieme di uno studio di LCA. 

I vantaggi del realizzare uno studio LCA sono molteplici.

  • scegliere le modalità produttive ed in materiali caratterizzati da una minore impronta ambientale secondo un’approccio di Eco-Design;
  • valutare tutte le fasi di un processo produttivo “dalla culla alla tomba” come correlate e dipendenti;
  • fornire supporto allo sviluppo di schemi di Etichettatura Ambientale come Ecolabel, Environmental Product Declaration (EPD) e Made Green in Italy, il primo schema certificativo nazionale sull’Impronta ambientale di prodotto, strutturato secondo il nuovo approccio europeo della PEF (Product Environmental Footprint).

Focus Lab da anni fornisce supporto alle imprese per la riduzione degli impatti ambientali di prodotti e processi . Utilizza le tecniche di LCA, supportate dal software OpenLCA, per la realizzazione di analisi della sostenibilità lungo il ciclo di vita.

Forum di Presentazione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile della Valle d’Aosta

 

Venerdì 16 dicembre 2022, alle 16.30, nella sala conferenze dell’Omama Social Hotel di Aosta, avrà luogo il Forum finale che restituirà i contenuti della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile della Valle d’Aosta 2030, alcuni dei quali raccolti nel percorso di partecipazione pubblica, curato da Focus Lab, avviato un anno fa con incontri sul territorio regionale.

L’evento conclude il lungo processo di elaborazione della strategia realizzato con i contributi pervenuti dal Forum regionale per lo sviluppo sostenibile, svoltosi nei mesi di novembre e dicembre 2021 e del webforum avviato cotemporaneamente sul sito regionale dello sviluppo sostenibile (https://svilupposostenibile.vda.it/home).

Focus Lab ha gestito il percorso di partecipazione pubblica (https://svilupposostenibile.vda.it/processo-partecipativo/processo-partecipativo), costituito dal Forum, ha visto una fase di consultazione multi-laterale articolato in 11 workshops, online e sul territorio, tra novembre e dicembre dello scorso anno, con Amministratori pubblici, associazioni del mondo delle imprese, del volontariato sociale e culturale, della Scuola.

Il Forum on-line ha permesso di raccogliere informazioni, documenti, storie e buone pratiche in linea con i 17 obiettivi di Agenda 2030 (scaricate qui il repertorio), aggiornamenti vari, nonchè contributi per la definizione della Strategia regionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Highlights:

  • 230 partecipanti complessivi
  • 36 proposte di contributo recepite nella Strategia Regionale
  • 30 Storie di buone pratiche
  • 15 Report / Workshop
  • 7 commenti nella sezione Proponi Idee
  • 3 newsletter

Forum di Presentazione dei risultati del Portale Servizi Welfare – Terre d’Argine

 

Lunedì 12 dicembre 2022, alle ore 17.30, si è tenuto il Forum di Presentazione dei risultati della sperimentazione del Portale Servizi di Welfare Aziendale-Territoriale, promosso dallUnione dei Comuni delle Terre dArgine

Il Portale on-line di Welfare a km0, coordinato e ideato da Focus Lab, ha l’obiettivo di incrociare meglio la domanda e l’offerta di servizi di Welfare integrativo di imprese e organizzazioni del territorio per i loro dipendenti e loro famigliari.

Il Portale, uno dei pochi su scala nazionale con ambito aziendale-territoriale, è uno degli strumenti promossi dalla Rete, avviata 2 anni fa, e prevede circa 90 servizi, suddivisi in 10 macro-aree e 50 tipologie, offerti da circa 40 organizzazioni del territorio a cui aderiscono 13 aziende di vari settori industriali del territorio dell’Unione.

La realizzazione del Portale durante il 2022 ha previsto diverse attività e ingaggio di vari attori locali: mappatura sul territorio di organizzazioni che offrono servizi (pratiche, salva-tempo, sanitari integrativi, cura e benessere della persona/famiglia, ricreativi-culturali, educazione, prodotti del territorio, pari opportunità, gestione Covid), classificazione per bisogni, costruzione del Portale digitale, promozione e adesione aziende del territorio, promozione dei servizi verso i dipendenti, valutazione finale con imprese e organizzazioni offerenti servizi.

L’evento ha avuto dunque l’obiettivo di presentare i risultati della prima sperimentazione del Portale Servizi, ad oltre sei mesi dal suo lancio, come base per nuove azioni di miglioramento.

Dopo l’introduzione da parte di Tamara Calzolari, Assessore al Sociale del Comune di Carpi, Walter Sancassiani di Focus Lab ha illustrato i risultati della sperimentazione del Portale.

Sono seguite le testimonianze di pratiche aziendali di Welfare di due aziende locali aderenti, CMB con Francesca Martinelli e Coop Bilanciai con Albano Dugoni, ed una testimonianza esterna di un’azienda di altra regione, Save The Duck SpA B Corp, con Silvia Mazzanti, Sustainability Manager.

Ha concluso i lavori l’Assessore al Welfare della Regione Emilia-Romagna, Igor Taruffi.

I vantaggi della Rete Welfare-Territoriale sono multipli. Per le aziende aderenti, la possibilità di ampliare possibili servizi di Welfare ai dipendenti (e famigliari) con sconti dedicati con unofferta locale e di rafforzare i propri impegni di Responsabilità Sociale e territoriale.

Per i dipendenti, la possibilità di avere risposte a bisogni di varia natura (cura, salva-tempo, conciliazione, formazione, etc) a prezzi inferiori. Per le organizzazioni che offrono, di poter ampliare e qualificare la loro gamma di servizi e di creare impatti positivi sul territorio.

Per i Comuni, la possibilità di valorizzare e integrare i propri servizi di Welfare sul territorio con nuove sperimentazioni e partnership.

Informazioni sul progetto: www.terredargine.it/servizi/pari-opportunita-utda/retewelfare e www.retewelfareterredargine.it

Comunità Energetiche: istruzioni per l’uso

 

 

Che cos’è una comunità energetica e quali vantaggi comporta? Scopriamolo insieme. 

Una comunità energetica rinnovabile consiste in un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole/medie imprese che decidono di unire le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale.

Sono state introdotte anche in Italia grazie alla conversione in legge del Decreto Milleproroghe 162/2019,  e ad oggi regolate dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 199, che recepisce in maniera definitiva le direttive europee RED II e IEM, rispettivamente sulle Energie Rinnovabili e sul Mercato Interno dell’Energia. Attualmente ci troviamo in una fase di consultazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la realizzazione dei decreti attuativi sui meccanismi di incentivazione dell’autoconsumo collettivo. La consultazione terminerà il 12 dicembre 2022 e lancerà la volata verso l’approvazione.

Ma vediamo innanzitutto come si crea una comunità energetica. Il primo passo da compiere è la costituzione di un’entità legale tra i futuri soci della comunità, siano essi persone fisiche, piccole o medie imprese, enti territoriali o amministrazioni pubbliche locali. Solitamente per ragioni di praticità e convenienza si usano le forme dell’associazione riconosciuta o della cooperativa. Il passo successivo consiste nell’individuare l’area dove installare l’impianto (o gli impianti) di produzione, che dev’essere in prossimità dei consumatori.

Questo significa, per esempio, che una PMI oppure una Pubblica Amministrazione possono installare un impianto fotovoltaico, rispettivamente sul proprio stabilimento produttivo o scuola, e condividere l’energia prodotta e immessa in rete con i cittadini del Comune che hanno deciso di far parte della comunità. Allo stesso modo si possono costituire comunità di quartiere, comunità agricole, comunità di borgo e così via. L’impianto non deve necessariamente essere di proprietà della comunità: può essere messo a disposizione da uno solo o più dei membri partecipanti o addirittura da un soggetto terzo. 

Rispetto all’impostazione iniziale del Decreto Milleproroghe, il Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 199 apporta delle modifiche importanti che promuovono la realizzazione di comunità energetiche:

  • aumento del limite di potenza degli impianti ammessi ai meccanismi di incentivazione, che passa da 200 kW a 1 MW;
  • rimozione del limite della cabina secondaria, che permette la costituzione di CER con membri connessi alla cabina primaria;
  • incentivazione prevista per gli impianti realizzati dopo l’entrata in vigore del decreto (15 dicembre 2021).

Una volta messo in esercizio l’impianto, la comunità può fare istanza – anche tramite un’azienda esterna allo scopo delegata – al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per ottenere gli incentivi previsti dalla legge per l’energia condivisa. È bene chiarire che gli incentivi non sono riconosciuti a tutta l’energia prodotta, ma solo a quella condivisa all’interno della comunità e, come ha confermato il Ministero dello Sviluppo Economico, sono 100€/MWh per sistemi di autoconsumo e 110€/MWh per comunità energetiche. Inoltre si sta valutando l’introduzione di un fattore correttivo che tenga conto dell’insolazione che aggiunga 10€/MWh all’energia scambiata nelle regioni del Nord.

Per chi condivide almeno il 70% dell’energia, la quota residua può essere venduta liberamente, altrimenti scatta un tetto pari a 80€/MWh. Tale energia può anche venire immagazzinata in sistemi di accumulo (tipicamente batterie elettrochimiche agli ioni di litio) per essere poi utilizzata quando le fonti rinnovabili non sono utilizzabili (per esempio di notte nel caso dei pannelli solari) o quando se ne verifichi la necessità (per esempio per far fronte a picchi di domanda).

Le comunità energetiche hanno numerosi vantaggi e impatti positivi su persone, enti e comunità coinvolte:

  • Benefici economici: risparmi in bolletta derivanti dal maggiore autoconsumo a livello di comunità e valorizzazione dell’energia scambiata grazie agli incentivi, inoltre si contrasta la povertà energetica;
  • Benefici ambientali: da un lato si evita di produrre energia da fonti fossili liberando CO2, dall’altro di dissipare energia in perdite di rete;
  • Benefici sociali: si stimola l’economia collaborativa e l’aggregazione sociale sul territorio in un’ottica di sostenibilità urbana, coinvolgendo tutte le fasce della popolazione.

Focus Lab cura da tempo temi di efficienza energetica ed energie rinnovabili con misurazioni in ambito di Bilanci di Sostenibilità per Imprese e progetti di innovazione sostenibile e Smart City con Enti Pubblici. In questo ambito può fornire supporto, con il ruolo di facilitatore, nella creazione di partenariati per la realizzazione di comunità energetiche assistendo nella creazione della governance di comunità tra i vari portatori di interesse, siano essi associazioni, amministratori di condomini, gruppi di imprese o un gruppo di cittadini.

Terratinta e Italgraniti diventano B Corp

 

E’ cosi difficile ottenere la certificazione di sostenibilità B Corp? Sì, per la trasversalità di impegni ESG richiesti, ma non impossibile, anche in settori industriali complessi. 

Focus Lab è lieta di avere accompagnato due aziende dell’industria ceramica italiana, Terratinta Group e Italgraniti Group, ad ottenere la certificazione B Corp, per avere dimostrato vari impegni di sostenibilità. 

Diventano così due delle 200 imprese B Corp Italiane e delle 6 000 nel mondo, impegnate a creare valore sostenibile.  

Focus Lab è B Corp da 8 anni, ha accompagnato 15 imprese a diventare Società Benefit e B Corp ed invita altre imprese a rafforzare la Community B Corp come movimento di imprese impegnate a creare valore sostenibile. 

I vantaggi di una Carbon Footprint di Organizzazione

 

 

Perchè le aziende si stanno indirizzando sempre di più verso la realizzazione della propria Carbon Footprint? Per molti motivi.

I cambiamenti climatici stanno avendo, e avranno, sempre maggiori impatti ambientali, economici e sociali ed essendo un’emergenza globale obbliga le nazioni di tutto il mondo a collaborare. Nel 2015 durante la COP 21 i 195 paesi presenti hanno definiti ambiziosi target di decarbonizzazione da raggiungere, per poter contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C. Si muove in questa direzione anche l’Unione Europea con il pacchetto Green Deal e Fit for 55.

In questo contesto le imprese possono svolgere un ruolo chiave adottando azioni di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici e di transizione energetica, con varie opportunità di innovazione ambientale, economica e gestionale.

Negli ultimi anni sono emerse diverse iniziative e metodologie volte a quantificare e valutare l’impatto climatico di organizzazioni private.

Tra queste, l‘Impronta di Carbonio (Carbon Footprint), che consiste nella quantificazione e rendicontazione delle emissioni dirette o indirette di gas effetto serra (Greenhouse Gases-GHG) connesse all’organizzazione stessa.

A livello normativo e procedurale, i riferimenti internazionali più accreditati sono la norma ISO 14064:2018 e il GHG Protocol sviluppato dal World Business Council for Sustainable Development (WBCSD). Entrambi riportano i principi e i requisiti per la progettazione, lo sviluppo e la gestione degli inventari di GHG per le aziende e le organizzazioni e per la rendicontazione di tali inventari.

Le categorie di emissione che devono essere rendicontate sono:

  • Scope 1 – emissioni dirette (es. riscaldamento, flotta mezzi);
  • Scope 2 – emissioni indirette da consumo energetico (energia elettrica da rete);
  • Scope 3 – tutte le altre emissioni indirette legate alle attività a monte e a valle dell’organizzazione.

La Carbon Footprint consente dunque di creare una Baseline da cui poter definire obiettivi e monitorare la riduzione delle emissioni aziendali. Inoltre consente la rendicontazione trasparente delle emissioni GHG migliorando la Corporate identity  e la Green Reputation con i propri Stakeholder. Inoltre, è possibile anche compensare le emissioni relative alle proprie attività aderendo a progetti di tutela ambientale e di promozione sociale certificati.

Focus Lab può fornire un supporto tecnico per analizzare e valutare la Carbon Footprint di Organizzazione e lo ha già fatto per diverse imprese relativamente agli Scope 1 e 2 (Bibendum Group Srl, Casalgrande Padana Spa, Cedacri Group Spa, Coem Spa, Fitt Spa, Florim Ceramiche Spa SB, KF Srl SB, Motor Power Srl, Socfeder Spa SB, Tellure Rota Spa, Terratinta Group Srl SB) e anche agli Scope 1,2 e 3 (NWG Energia Spa SB, NWG Spa SB).

Per saperne di più sui progetti clicca qui

Le implicazioni e le opportunità della nuova Certificazione sulla Parità di Genere

 

Tra i molti aspetti che la S dell’acronimo ESG include, vi sono anche l’Empowerment femminile e la Parità di Genere. L’importanza di ridurre il gap tra i generi è stata individuata come priorità anche dall’ONU, che la inserisce nell’Agenda 2030 tra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), al numero 5: “Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”.

A conti fatti, questo Obiettivo rappresenta uno dei più sfidanti dell’Agenda 2030. A meno di 8 anni dalla “scadenza” fissata dall’ONU, nessun Paese al mondo ha davvero raggiunto la Parità di Genere.

In Italia, i dati indicano ampi divari e, pertanto, grandi margini di miglioramento.

Secondo i più recenti dati Istat, nonostante la maggioranza dei laureati sia donna, soltanto una su due lavora, con ampie differenze territoriali tra Nord, Centro e Sud. Un terzo delle donne occupate lavora part-time (contro l’8% degli uomini), e si stima che, tra queste, il part-time involontario raggiunga quota 60%. Inoltre, a parità di livello e mansione, le donne continuano ad essere pagate, di media, circa il 15% in meno degli uomini. Ulteriori divari si riscontrano nelle posizioni apicali e manageriali delle imprese, dove le donne rappresentano spesso una percentuale minoritaria.

Secondo le stime dell’Istituto Europeo per la Parità di genere (EIGE), nessun paese europeo ha colmato il divario di genere, calcolato tramite il Gender Equality Index. L’Italia, in particolare, si colloca al di sotto della media europea, con un punteggio di 63,8/100.

È in questo contesto, ricco di obiettivi sfidanti e modelli culturali su cui intervenire, che si colloca la nuova Certificazione per la Parità di Genere, descritta nella UNI/PdR 125:2022. Essa ambisce non solo a colmare le differenze salariali tra uomini e donne, ma soprattutto ad incorporare un nuovo paradigma culturale nel DNA delle organizzazioni, affinché si inneschi un cambiamento sostenibile e durevole nel tempo.

L’ottenimento della certificazione si basa sul raggiungimento di una serie di KPIs quantitativi e qualitativi, attraverso l’implementazione di un Piano Strategico che incorpora diverse aree:

  • Selezione ed assunzione (Rectuitment);
  • Gestione della carriera;
  • Equità salariale;
  • Genitorialità e cura;
  • Work-Life Balance;
  • Attività di prevenzione di ogni forma di abuso fisico, verbale, digitale (molestia) sui luoghi di lavoro.

Inoltre, la direzione deve dimostrare pieno impegno nel trainare questo cambiamento culturale, non solo rendendo effettive le politiche dichiarate ma anche dedicando budget, tempo e risorse necessari per il raggiungimento di obiettivi a breve, medio e lungo termine. Inoltre, è prevista la nomina di un comitato guida, che redige il piano strategico e stabilisce responsabilità e scadenze.

I vantaggi per le organizzazioni sono concreti. Da un lato, l’ottenimento della certificazione prevede l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali per l’1% (fino a € 50.000 annui) e delle premialità nei bandi gara, avvisi e inviti per l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere. Dall’altro, l’azienda beneficia di vantaggi a livello reputazionale, come dimostrazione concreta dell’impegno aziendale per una riduzione sostanziale del divario di genere.

Focus Lab è un partner in grado di accompagnare le organizzazioni nell’applicazione di policy e iniziative volte al raggiungimento della Certificazione e in politiche e progetti di Welfare Aziendale-Territoriale, su cui ha un’esperienza decennale ( https://focus-lab.it/progetti/ ).