Activism d’impresa: Focus Lab sostiene e facilita una Partnership tra Sartoria Sociale Caritas Modena e Unità di Strada Porta Aperta per gli “Invisibili”

 

 

Da fine 2023, Focus Lab srl ha deciso di sostenere “Sartoria SocialeIntrecci di Fili”, gestito da sole donne italiane e straniere, progetto di Caritas Diocesana di Modena, donando due macchine da cucire industriali per offrire nuove opportunità di lavoro al laboratorio che promuove l’integrazione e l’emancipazione di donne migranti.

Ad inizio 2024 Focus Lab ha deciso di coinvolgere la Sartoria Sociale per il confezionamento di pettorine per i Volontari dell’Unità di Strada dell’associazione Porta Aperta di Modena, i quali svolgono servizi di assistenza e di ascolto delle persone senza tetto di Modena e promuovono il progetto “Invisibili”.

I volontari svolgono interventi notturni due volte alla settimana per portare cibo e coperte a persone che vivono all’aperto, nei parchi, nella zona della stazione, in auto o in case abbandonate. L’obiettivo è quello di costruire una relazione di fiducia con le persone attraverso il dialogo, approfondire la conoscenza della loro condizione di difficoltà e aiutarle a rivolgersi ai servizi a bassa soglia e ai servizi di presa in carico del territorio.

Personale di Focus Lab partecipa periodicamente con i Volontari dell’Unità di Strada e al progetto “Invisibili”, l’amministratore di Focus Lab l’anno scorso ha facilitato i contatti e l’incontro di avvio di collaborazione tra l’”Associazione per la Responsabilità Sociale d’Impresa di Modena” con i volontari, da cui ne è seguita la partecipazione di vari imprenditori e dipendenti durante le uscite dei Volontari come nuove esperienze di responsabilizzazione e consapevolezza su varie situazioni di fragilità sociale, e intrecci umani ed economici a Modena.

Durante il 2024, essendo emersa la necessità di sostituire le pettorine di riconoscimento Volontari dell’Unità di Strada, Focus Lab ha proposto di farsi carico della realizzazione di nuove pettorine da parte della Sartoria Sociale per i Volontari che assistono i senza tetto di Modena.

Un’iniziativa che combina circolarità ecologica, nuove opportunità di inclusione sociale e imprenditoriale femminile straniera, design e creatività e assistenza a persone in difficoltà.

Le divise sono state realizzate a mano dalle donne migranti utilizzando tessuti di buona qualità provenienti da recupero, in quanto donati alla sartoria da aziende tessili, pratica di circolarità.

La divisa è stata progettata da Claudia Vandelli, designer locale volontaria di Intrecci Sociali, con una decorazione nella parte frontale che mostra uno strappo sfrangiato sotto al quale è cucito un tessuto differente con una stampa floreale. Il significato del dettaglio è ispirato all’attività dei volontari dell’Unità di Strada e alle persone che vanno ad aiutare: nella vita può capitare che avvengano degli strappi, delle lacerazioni, delle rotture, ma non bisogna perdere la speranza che anche quello strappo possa essere ricucito e che dalla lacerazione possa rifiorire la vita e la fiducia.

Il 10 giugno scorso, presso la sede di Focus Lab, si è svolta la consegna delle pettorine direttamente dalle mani creative delle donne straniere della Sartoria Sociale a quelle dei Volontari dell’Unità di Strada ed è stata un’occasione di conoscere le rispettive attività che, in modo differente, hanno lo stesso scopo di promuovere l’inclusione sociale evitando l’emarginazione di persone più fragili.

Focus Lab, come impresa B Corp modenese di facilitazione di progetti e azioni di sostenibilità da oltre vent’anni, ha voluto stimolare una nuova partnership tra queste due realtà del territorio, cercando praticare princìpi di responsabilità e attivismo Sociale. A volte è proprio attraverso nuovi “intrecci”, i legami, che si possono aprire nuove e piccole opportunità di creazione di cambiamento e impatti positivi che possono essere replicati su altra scala da altre aziende “attive” insieme ad altre associazioni no-profit.

 

Per sapere di più sui progetti di Caritas Modena

Per sapere di più su l’Unità di Strada di Porta Aperta

 

Forum finale della Rete Lariana per la Sostenibilità

 

Il 5 giugno 2024 alla Fondazione Minoprio (Co) si è svolto il Forum Pubblico della Rete Lariana promosso dalla Camera di Commercio di Como-Lecco per coinvolgere gli Stakeholder del territorio e rafforzare le collaborazioni su progetti concreti di Sostenibilità. Al Forum ha partecipato anche Focus Lab in quanto coordinatore e facilitatore dei Cantieri Tematici ESG della Rete realizzati nel corso del 2023-2024.  

Il progetto ha coinvolto più di 120soggetti tra imprese Profit e non Profit, Associazioni di Categoria ed Enti Pubblici. Insieme, hanno identificato i temi ESG (Environment, Social e Governance) di interesse comune, iniziando a lavorare nella fase di “cantiere”.

In occasione del Forum sono stati presentati i risultati e gli strumenti sviluppati dai cantieri di co-progettazione dedicati, aprendo la partecipazione alla Rete a tutti gli interessati a condividere e costruire azioni sostenibili per il territorio lariano.

Riportiamo in sintesi quanto emerso dai 6 cantieri realizzati:
Portale della Sostenibilità Lariana (Governance): realizzazione di un Portale Web che mette a sistema le diverse Buone Pratiche in essere e la “Cassetta degli attrezzi” di Sostenibilità messa a disposizione per le organizzazioni del territorio;

  • Mobilità sostenibile casa-lavoro (Green): realizzazione di un Webinar sui vantaggi delle alternativesostenibili di mobilità casa-lavoro e realizzazione di un questionario per rilevare l’interesse delle imprese a partecipare ad un Piano di Mobilità per il proprio distretto industriale;
  • Welfare aziendale e Partnership profit/non profit (Social): realizzazione di un evento in cui sono state presentate Best Practice di Welfare aziendale territoriale e lo strumento dell’Accordo di Comunità, pensato per stimolare e rafforzare la collaborazione delle imprese con le organizzazioni sociali del territorio;
  • Premio buone pratiche di Sostenibilità (Governance): individuati i criteri per valutare le iniziative di Sostenibilità lariane e valorizzarle nell’ambito di un Premio annuale;
  • Censimento pratiche Economia Circolare (Green): questionario di censimento delle Buone Pratiche di economia circolare (es. Eco-progettazione, Sharing Economy, Noleggio, Estensione del ciclo di vita, Riciclo, Utilizzo di Sottoprodotti/Materie prime seconde) per realizzare un documento di divulgazione;
  • Campagna antispreco alimentare (Social): realizzazione di un Vademecum per sensibilizzare aziende e Enti Pubblici sullo spreco alimentare e come evitarlo.

Le attività di Stakeholder Engagement svolte nell’ambito della Rete Lariana per la Sostenibilità hanno permesso la realizzazione di tante attività nell’arco di solo un anno. Questo testimonia come sia cruciale coinvolgere a tutti i livelli imprese, Associazioni di categoria, Enti Pubblici e del Terzo Settore che hanno voglia di lavorare attivamente per identificare temi ESG di interesse comune e creare azioni ad impatto positivo sociale e ambientale per il territorio.

Focus Lab è molto lieta di aver contribuito ad avviare questa Rete e si augura che possa ampliarsi in termini di partecipazione e di risultati ottenuti.

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Rete Lariana Per la Sostenibilità – CCIAA Como e Lecco

Community Day di Focus Lab all’Istituto Charitas

 

 

Il 29 febbraio si è tenuto il Community Day di Focus Lab, in cui tutto lo staff è stato coinvolto in una giornata di volontariato di impresa.

Il volontariato di impresa è una pratica attraverso cui un’azienda incoraggia la partecipazione dei propri dipendenti in orario di lavoro ad attività con organizzazioni non profit. Questo strumento ha impatti positivi sia per l’azienda e i lavoratori, che sono chiamati in prima persona a vivere esperienze di volontariato acquisendo nuove competenze e mettendosi in gioco, spesso in squadra, in un contesto diverso dal solito ambiente di lavoro, e al tempo stesso vengono generati impatti positivi per il territorio, talvolta supportando Associazioni del Terzo Settore.

Come già aveva fatto in passato, Focus Lab ha trascorso questa giornata di volontariato presso l’Istituto Charitas di Modena. ASP Charitas è un’Azienda di Servizi alla Persona dedicata alla cura e assistenza delle persone con disabilità psico-fisica grave e gravissima, che risponde ai bisogni di tipo assistenziale, educativo, riabilitativo, sanitario, psicologico e spirituale.

All’arrivo siamo stati accolti da Mauro Rebecchi, presidente di Charitas, che ha raccontato ai partecipanti la storia dell’istituto partendo dalle sue origini nel 1942, in cui il fondatore Mons. Ermanno Gerosa ha iniziato a prendersi cura delle persone più fragili, che nessuno voleva gestire. La missione dell’Istituto non è cambiata, anche se in questi 80 anni sono cresciute le professionalità e si sono evoluti gli approcci alla cura degli ospiti.

Oggi vengono ospitate circa 70 persone e altre 25 vengono accolte per le attività diurne dando sollievo alle famiglie che hanno enormi difficoltà nella gestione di gravi disabilità. L’obiettivo è quello di realizzare il benessere globale della persona costruito su una terapia soggettiva e nell’ambito di un progetto di vita che si inserisce in un contesto sociale e cittadino.

Focus Lab si è messo al servizio dell’Istituto che ha proposto alcune attività di lavoro manuali come la pulizia dei vetri che dalle stanze del primo piano affacciano sui corridoi e la manutenzione di sedie vecchie e danneggiate.

L’orario del pranzo è stato trascorso insieme ad ospiti con gravi patologie fisiche e psichiche, per vivere da vicino la quotidianità dell’Istituto, la professionalità degli operatori nel svolgere le proprie mansioni e la pazienza e la gentilezza con cui si relazionano con gli ospiti.

L’esperienza di volontariato al Charitas si è rivelata molto emozionante e arricchente. In primo luogo è stato molto positivo scoprire cosa sia l’Istituto, non ancora abbastanza conosciuto, che merita di essere considerato un’ eccellenza del territorio nell’ambito della cura della persona: la gestione efficiente, la passione di operatori e volontari, l’approccio rivolto al miglioramento continuo sono solo alcuni degli aspetti che hanno lasciato il segno.

Inoltre il contributo di realtà come il Charitas è enorme sia per le famiglie dei pazienti che per la comunità, poiché il lavoro di ricerca volto a migliorare l’integrazione delle persone con disabilità porta vantaggi tangibili alla società.

Infine, come Società Benefit e azienda B Corp, siamo orgogliosi di aver lavorato in squadra concretamente, per dare un piccolo contributo positivo nella nostra comunità locale. Speriamo, nelle nostre attività quotidiane, di promuovere la conoscenza del grande lavoro fatto da questa realtà e ispirare altre aziende a coinvolgere i dipendenti in attività di volontariato di impresa.



Certificazione PDR 125-Parità di Genere per CMS S.p.a.

 

 

Focus Lab ha accompagnato con successo CMS S.p.a., un’azienda modenese del settore metalmeccanico, ad ottenere la certificazione PDR 125:2022 sulla Parità di Genere. 

Questo percorso ha compreso diverse fasi, come l’autovalutazione iniziale sullo stato delle Pari Opportunità in CMS, il supporto per l’elaborazione dei documenti del Piano di Gestione della Parità di Genere e la definizione della Politica di Parità di Genere. Inoltre, sono state svolte attività formazione che hanno riguardato il 100% dei dipendenti (circa 150) per aumentare la loro consapevolezza su stereotipi e disuguaglianze di genere e attività di consultazione per coinvolgerli e ascoltare il loro parere sulla situazione di CMS sotto il profilo delle Pari Opportunità e su proposte di nuove attività da realizzare.

Questo percorso è nato all’interno di un contesto aziendale che riconosce le Pari Opportunità come un motore di crescita straordinario e un pilastro fondamentale dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile (Goal 5 – Raggiungere l’uguaglianza di genere). La CEO dell’Azienda, Elena Salda, insieme agli altri membri del Comitato per le Pari Opportunità hanno fortemente voluto impegnarsi in questo progetto che  porterà l’azienda a perfezionarsi di anno in anno con nuovi obiettivi in ottica di miglioramento incrementale.

La certificazione ottenuta da CMS S.p.a. rappresenta un importante traguardo, posizionando l’azienda tra le 813 in Italia che hanno raggiunto questo obiettivo. Questo successo riflette l’impegno costante dell’azienda nel promuovere la Parità di Genere, sradicando gli stereotipi di genere e innovando con progetti di Welfare Aziendale che promuovono l’equilibrio vita-lavoro e le Pari Opportunità, come l’asilo nido aziendale avviato da CMS nel 2007. 

Coordinamento Workshop al Salone CSR su Società Benefit e B-Corp

 

In occasione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale 2022, organizzato all’Università Bocconi di Milano dal 3 al 5 ottobre, Focus Lab società Benefit e B Corp, con Walter Sancassiani, ha coordinato un Workshop dal titolo “Società Benefit e B-Corp: a che punto siamo?”.

I partecipanti a questo dibattito erano:

  • Andrea Barzoni, Responsabile Marketing e Responsabile d’Impatto-Palm; 
  • Laura Bettinelli, Direttrice-Assobenefit; 
  • Filippo Capurso, Sustainability Coordinator-Andriani; 
  • Valentina Cigolot, Responsabile Marketing e Comunicazione-Servizi CGN; 
  • Anna Lo Iacono, Sustainability Senior Manager-Fastweb; 
  • Selena Mascia, Resp. Coordinamento trasversale e project financing-Hera Luce 

I partecipanti  hanno portato le loro testimonianze sulla scelta della loro azienda di diventare Società Benefit e  B-Corp e gli impegni ESG attuali e futuri assunti.

Le Società Benefit sono contraddistinte dall’avere esplicitato, nel proprio statuto, un impegno a perseguire impatti positivi e bene comune per  dipendenti, fornitori, ambiente, comunità locale, e clienti. 

Nel nostro Paese sono 2.166 al 30 giugno 2022, mentre all’inizio del 2016 erano solo 64, con una crescita del 60% all’anno. 

Crescono anche le organizzazioni con certificazione  B Corp,  la certificazione di Sostenibilità sociale e ambientale che prevede il raggiungimento di specifiche performance positive su 5 dimensioni (Governance, Lavoratori, Comunità, Ambiente e Clienti) secondo i migliori standard internazionali e verificate da un soggetto terzo B Lab Europe. 

Attualmente sono oltre 5.000 B-Corp nel mondo, e più 130 in Italia , tra cui Focus Lab, dal 2016 (1° azienda in Emilia-Romagna certificata B-Corp).

 

Spettacolo teatrale “Partita Doppia – La responsabilità sociale in scena”

In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022, Focus Lab organizza uno spettacolo teatrale intitolato “Partita Doppia – La responsabilità sociale in scena” di Laura Curino.

“Partita Doppia” è un dialogo immaginario e a più voci tra imprenditori che, in epoche e in situazioni geograficamente e culturalmente diverse, hanno cercato di coniugare la dimensione del profitto economico con la creazione di un benessere sociale e ambientale per tutti. Visionari e sognatori, impegnati con coraggio a creare una nuova dimensione dell’economia, hanno anticipato una lettura del mercato oggi sempre più attuale.

Allo spettacolo seguirà una tavola rotonda, per dare spazio ad un confronto tra imprenditori di imprese Società Benefit e B Corp del territorio (A. Grillenzoni – Garc spa Benefit B Corp, C. Testi – Socfeder spa Benefit, C.Cavani – Terratinta group srl Benefit B Corp).

La serata avrà luogo mercoledì 12 ottobre al Teatro Tempio di Modena.

Per ulteriori informazioni e per prenotarsi all’evento cliccare qui.

Fit for 55: lo step intermedio verso la neutralità climatica europea e il ruolo della guerra in Ucraina

 

 

Nel luglio dello scorso anno, la Commissione Europea ha presentato a Bruxelles il pacchetto “Fit for 55”, che ha l’obiettivo di facilitare il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, stabilita dal Green Deal, aggiungendo un obiettivo intermedio, ovvero la riduzione del 55% (rispetto ai livelli del 1990) delle emissioni di gas clima-alteranti entro il 2030. 

Il target del 2030, che riguarda tutti i paesi appartenenti all’UE, risulta estremamente ambizioso, dato che dal 1990 le emissioni si sono ridotte “soltanto” del 24%. Per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra, “Fit for 55” interviene con una serie di iniziative, che includono sia l’aggiornamento di alcune leggi europee sia nuove proposte di azioni. 

In particolare, la Commissione propone criteri più stringenti per quanto riguarda lo scambio di quote di emissioni dell’UE (ETS, European Trading System) e modifica al rialzo la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030, che sale al 40%. Anche l’ambito dei trasporti stradali è incluso nel pacchetto, con azioni a più livelli. Da un lato, dal 2035 sarà concessa l’immatricolazione di nuove autovetture solo a emissioni zero, con impegno maggiore per aumentare le capacità di ricarica; dall’altro una serie di iniziative intervengono per ampliare l’accesso a energia pulita nei porti e aeroporti. Inoltre, viene modificata anche la Direttiva sull’efficienza energetica, che fissa al 39% l’obiettivo di riduzione del consumo di energia primaria entro il 2030 e stabilisce la ristrutturazione del 3% degli edifici pubblici ogni anno.

L’applicazione del pacchetto “Fit for 55” è motivata dalla volontà di contrastare il cambiamento climatico e di evitare l’avvenimento di peggioramenti irreversibili che mettano a rischio la sopravvivenza a lungo termine sul nostro pianeta. Il riferimento rimane l’Accordo di Parigi sottoscritto nel 2015, il cui obiettivo è limitare l’aumento delle temperature fino ad un massimo di 1.5°. In questo contesto, l’Europa ambisce a ricoprire un ruolo di leadership a livello mondiale, attuando politiche ambientali ambiziose per dare l’esempio ai paesi di tutti i continenti.

L’aumento dei prezzi dei carburanti dopo la ripresa delle attività in seguito ai lockdown per Covid-19 e il recente scoppio della guerra in Ucraina hanno evidenziato la vulnerabilità europea a livello energetico. Ad oggi, appare necessaria e urgente la riduzione della nostra dipendenza energetica dalla Russia, resa ancora più prioritaria dal nesso tra i miliardi versati nelle casse di Mosca e il finanziamento della guerra in Ucraina. In particolare, un gruppo consistente di 11 paesi europei, guidati dalla Germania e senza la partecipazione dell’Italia, ha di recente chiesto un’accelerazione nei negoziati del pacchetto “Fit for 55”, con una lettera aperta che unisce la priorità della transizione energetica al distacco geopolitico dalla Russia.

Mentre nel breve termine il rischio concreto è quello di affidarsi a qualsiasi risorsa energetica “indigena” e quindi di ricadere addirittura sul carbone, invertendo il corso di decine di anni di sviluppo di energie rinnovabili, nel lungo termine gli obiettivi del Green Deal sono compatibili con la necessità di indipendenza energetica dell’UE. Da questo punto di vista, il distacco dal gas russo può coincidere con una decisa accelerazione sulle rinnovabili, anche per motivi di sicurezza. L’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell ha affermato che “i tre modi per terminare la nostra dipendenza dalla Russia sono la diversificazione delle forniture, l’efficienza energetica e l’accelerazione verso le rinnovabili”. Questo dimostra la ferma volontà politica di attenersi alle linee guida del Green Deal, per un’Europa sostenibile e indipendente a livello energetico.

Riferimenti

European Commission, 2021. “European Green Deal: Commission proposes transformation of EU economy and society to meet climate ambitions”, online accessed at https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_21_3541

European Union External Action, 2022. “The war in Ukraine and its implications for the EU”, online accessed at https://www.eeas.europa.eu/eeas/war-ukraine-and-its-implications-eu_en

European University Institute, 2022. “The impact of the war in Ukraine on Europe’s climate and energy policy”, online accessed at https://www.eui.eu/news-hub?id=the-impact-of-the-war-in-ukraine-on-europes-climate-and-energy-policy

Impronta Carbonica come Indicatore di Sostenibilità del Biometano

 

 

La crisi energetica dovuta all’incremento del prezzo del metano che si è verificato dalla fine del 2020 e le attuali incertezze sull’approvvigionamento di gas legate al conflitto in Ucraina evidenziano quanto sia urgente per l’Italia trovare fonti energetiche alternative a quelle attuali, prevalentemente gas naturale importato. Le fonti energetiche rinnovabili rappresentano la soluzione ottimale, sia perché riducono il contributo ai fenomeni di cambiamento climatico, sia perché sono fonti autoprodotte a livello locale.

In Italia è stata recentemente recepita la Direttiva europea sulla promozione delle energie rinnovabili 2018/2001 (RED II). La norma, oltre a recepire quanto previsto dalla direttiva UE in tema di sviluppo delle energie rinnovabili, introduce i primi elementi di attuazione di progetti e riforme del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) comprese quelle dedicate allo sviluppo del biometano”.

Ma che cos’è il biometano? È  un combustibile che si ottiene dalla purificazione del biogas, una miscela di gas (principalmente metano e anidride carbonica) prodotto dalla degradazione anaerobica di materiale organico. Se soddisfa i requisiti qualitativi viene immesso nella rete del gas naturale e utilizzato al posto del metano fossile.

Il biometano ricopre un ruolo molto importante nel raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo. In primo luogo rappresenta un elemento importante per la decarbonizzazione, in quanto è un vettore energetico di origine biologica e non fossile. Inoltre la sua produzione proviene solitamente dalla digestione anaerobica di materiale di scarto (rifiuti organici, deiezioni animali, scarti agricoli), perciò realizza a pieno il modello di economia circolare. Gli impianti più performanti ad oggi sono in grado di recuperare quasi completamente il rifiuto organico in ingresso producendo compost di qualità, biometano e CO2 liquida per scopi industriali. 

Le norme europee e nazionali però impongono anche dei controlli sulla sostenibilità del biometano prodotto e una delle novità più rilevanti introdotte dalla recente Direttiva riguarda proprio questo aspetto. Infatti adesso i produttori di questo vettore energetico devono calcolare mensilmente le emissioni di gas a effetto serra (GHG) evitate rispetto a quelle prodotte dall’utilizzo di un combustibile di riferimento, il cui valore è fornito dalla norma. Questo risparmio di emissioni rispetto al combustibile standard deve necessariamente essere superiore al 65% per poter godere degli incentivi.

Viene quindi richiesto ai produttori di calcolare mese per mese la Carbon Footprint del biometano attraverso un approccio Life Cicle Assessment che considera tutte le emissioni, espresse in termini di CO2 equivalente su MJ di biometano, generate lungo la filiera di produzione. I termini più rilevanti di questo calcolo sono i consumi elettrici, i consumi termici, i materiali di processo e il trasporto delle materie prime fino al sito di trasformazione. 

In conclusione, dal punto di vista qualitativo il biometano risulta da tempo un vettore energetico ottimale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità europei, ma adesso lo sarà anche dal punto di vista quantitativo, grazie all’utilizzo dell’impronta carbonica. Grazie a questo strumento si quantifica l’effettiva sostenibilità del biometano rispetto ai combustibili fossili ed avendo imposto un risparmio di emissioni minimo da raggiungere, si promuove anche la progettazione di impianti sempre più performanti per la produzione di biometano.

 

 

Una Review in chiave SDGs dei progetti di Fondazione di Modena

 

 

Tra il 2021 e il 2022 le Fondazioni di origine bancaria compiono 30 anni, un periodo durante il quale hanno erogato supporti per Terzo Settore, Enti locali, Mondo Scuola e Università per un totale di circa 26 miliardi di euro. Da un’indagine del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali[1] emerge che le Fondazioni pongono sempre maggiore attenzione alle tipologie d’investimento nella gestione dei loro patrimoni. Ovvero, vengono privilegiati quei progetti e iniziative che rispettano criteri ambientali, sociali e di governance (ESG), oltre che ai cosiddetti Mission Related Investment e all’impact investing.

 

Coerentemente con quanto osservato, in un’ottica di miglioramento dell’indirizzo di programmazione futuro, Fondazione di Modena, con il supporto tecnico di Focus-Lab SB, società di ricerca e Advisory, ha voluto “rileggere” l’impatto dei propri progetti in chiave SDGs Agenda 2030.
A partire da Gennaio 2022, è stato quindi avviato un percorso di revisione di alcuni progetti supportati da Fondazione utilizzando come strumento d’analisi i 17 Goals e 169 Targets definiti dell’Agenda 2030 ONU, il quadro di riferimento internazionale condiviso da 193 Paesi per promuovere azioni di strategiche di sostenibilità sociale, ambientale e amministrativa per lo sviluppo sostenibile.

 

L’indagine ha riguardato un campione di 8 progetti dell’Area Arte/Cultura, Area Ricerca/Pianeta e Area Sociale/Persona della Fondazione (altri verranno integrati a breve) e ha previsto diversi livelli di analisi rispetto:

  • 1° SDG principale / primario di collegamento
  • 2° Target specifici (tra i 169 dell’Agenda 2030 ONU)
  • 3° SDGs secondari e relativi Target più attinenti.

 

Complessivamente, è stato confermato quanto già osservato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali: vi è una stretta correlazione tra le attività finanziate da Fondazione e i benchmark di sostenibilità posti dall’Agenda 2030 ONU, ed un buon grado di eterogeneità, sia in termini di attori interessati e impatti generati.

 

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile maggiormente rilevati in questo primo livello di lettura sono quelli che riguardano la riduzione delle disuguaglianze e l’inclusione sociale (SDG 10) e lo sviluppo economico del territorio tramite la valorizzazione del patrimonio socioculturale (SDG 8). A seguire, i progetti evidenziano una correlazione con altri temi di importanza primaria per l’indirizzo strategico-operativo di Fondazione, come la parità di genere (SDG 5), il benessere e la sostenibilità delle aree urbane (SDG 11, 9, 16 e 3).

Il secondo livello di analisi ha mirato a raffinare la prima quantificazione. Si è quindi misurato lo Score complessivo ottenuto dalla Fondazione per ogni SDGs integrando nel calcolo i collegamenti “indiretti” dei progetti campionati ai Goals secondari. Quindi, per ognuno dei progetti elencati, sono stati individuati uno o più Goals minori, in base all’aderenza del progetto ad uno o più Target dell’Agenda 2030 ONU. Alcuni Goals, per esempio, il Goal 11 (Città e Comunità Sostenibili) e il 4 (Istruzione di Qualità), aumentano in modo significativo la loro importanza relativa, essendo considerati ambiti correlati in modo indiretto rispetto alle azioni mappate.

Ciò che emerge dall’analisi condotta da Focus-Lab è quindi una riconferma del fatto che i Goals maggiormente presenti nelle attività di Fondazione sono quelli di tipo socioeconomico (SDG 10, 8, 4) relativi all’ambito sociale e culturale, ma anche alla valorizzazione del patrimonio locale e al mondo dell’Educazione.

 

 

[1] Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, 2021,” Quaderno di Approfondimento 2021 “ESG e SRI, le politiche di investimento sostenibile degli investitori istituzionali italiani”.